I Carabinieri di Oria, cittadina in provincia di Brindisi, hanno tratto in arresto ieri mattina un ragazzo del posto, accusato di aver rapinato, nel gennaio scorso, una tabaccheria a Manduria, nel tarantino: si tratta di Samuele Pagano, 21 anni. Il giovane dal 14 gennaio 2018, era in regime di arresti domiciliari presso la sua abitazione. I militari hanno riscontrato diversi accessi a Facebook da maggio sino al luglio scorso.

Era in stato di arresto: non poteva usare i social

In quanto già raggiunto da un provvedimento di custodia cautelare, il Pagano non aveva il permesso di usare i social network. Il giovane, forse per una leggerezza, più volte, negli scorsi mesi, avrebbe visitato il social ideato da Mark Zuckerberg [VIDEO].

In particolare, il detenuto avrebbe cambiato spesso la sua immagine del profilo. Gli accessi a Internet, e quindi alla piattaforma in questione, sarebbero stati effettuati da uno smartphone di un familiare. Preso atto della violazione, il gip di Taranto ha quindi emesso l'ordinanza di aggravamento della misura cautelare nei confronti del ragazzo. Attualmente è detenuto nella casa circondariale di Brindisi.

Le accuse

Nel gennaio scorso, come detto, lo stesso 21enne si rese protagonista di una rapina ai danni di una tabaccheria di Manduria, non lontano dalla stessa Oria, città in cui il ragazzo risiede. In quel caso, il Pagano, insieme ad un altro complice, impugnò una pistola e, minacciando il tabaccaio, si fece consegnare il denaro contenuto nelle casse dell'attività commerciale: circa mille euro.

I due rapinatori [VIDEO] avevano il volto coperto da passamontagna.

Nel mese di aprile, il gip aveva concesso al giovane la misura degli arresti domiciliari, in quanto il suo legale aveva richiesto al Tribunale di Taranto, vista la giovane età del ragazzo, l'attenuazione della misura cautelare nei suoi confronti. I giudici avevano parlato chiaro con il giovane, avvisandolo che, in quanto ancora in stato di arresto, erano vietati contatti diversi da quelli dei familiari.

In questo provvedimento, rientra anche l'utilizzo dei social network e ogni tipo di accesso al web. Inoltre, secondo quanto si apprende dal Quotidiano di Puglia, il ragazzo è stato anche sorpreso diverse volte dai militari, proprio nella sua abitazione, in compagnia di persone "non autorizzate". Quest'ultimo elemento sarebbe stato fatale per il giovane, poiché, così facendo, avrebbe violato tutte le prescrizioni su indicate.