Una vicenda oscura sulla quale è chiamata a far luce la Procura della Repubblica di Tempio Pausania. Da quanto riporta il quotidiano L'Unione Sarda, il Pubblico Ministero avrebbe chiesto il rinvio a giudizio nei confronti di Mirko Campus, 24 anni e Roberto Costantino Perantoni di 29, colpevoli di aver divulgato filmati pornografici che portarono al suicidio di Michela Deriu, 23 anni di Porto Torres. Archiviata invece la posizione di un'altra persona coinvolta nell'inchiesta, una ragazza di Ittiri amica della vittima, di cui non sono rese note le generalità e che non avrebbe preso parte nella diffusione dei filmati.

Prima del suicidio una denuncia per rapina e aggressione

Alcuni giorni prima del suicidio, avvenuto a La Maddalena, nella provincia di Olbia-Tempio, la giovane aveva denunciato di esser stata aggredita e rapinata a Porto Torres (Sassari).

Una messa in scena, probabilmente, per nascondere la gravità di quanto le era accaduto.

Ripresa a sua insaputa in video hard

Quelli che la giovane turritana considerava amici, in realtà non lo erano realizzando un video pornografico, a sua insaputa, e diffondendolo via web attraverso l'utilizzo del telefono cellulare. Fatto che avrebbe indotto al suicidio, per vergogna, Michela Deriu.

Secondo fonti investigative, i file ad alto contenuto erotico sarebbero circolati [VIDEO] da fine ottobre. Uno di questi venne scovato in un pc dai Carabinieri che guidavano l'inchiesta. Il Pubblico Ministero, Gianluigi Dettori, ha da subito contestato ai giovani l'accusa di istigazione al suicidio, diffamazione e tentata estorsione, in quanto Michela sarebbe stata ricattata con la minaccia di diffusione del filmato.

In un biglietto, lo sfogo della ragazza

Come detto Michela Deriu, suo malgrado, è stata la protagonista involontaria di quel filmato: sapeva di essere stata ripresa durante alcuni momenti intimi. Ma quelle immagini, registrate con uno smartphone, hanno iniziato a diffondersi a Porto Torres e tanti le hanno viste. In un biglietto, scritto poco prima di suicidarsi, nella notte fra il 4 e il 5 novembre 2017, la giovane faceva allusioni al filmato pornografico e a presunte vessazioni, legate a una situazione economica precaria. L'inchiesta avviata della Procura della Repubblica di Tempio Pausania, ha ricostruito i passaggi. E ora è arrivata la svolta che tanti aspettavano [VIDEO]: due giovani, Mirko Campus e Roberto Costantino Perantoni, chiamati a processo per la divulgazione del video che ha portato alla morte, per disperazione, di Michela Deriu.