Val di Serchio in fiamme. Il fronte dell'incendio di Avane, in provincia di Pisa, continua ad ampliarsi a causa del fortissimo vento che soffia. Sul luogo stanno operando le squadre dei vigili del fuoco che tentano di difendere le abitazioni a rischio. Sono tutti lì, schierati a presidio delle abitazioni che pian piano sono costrette a lasciare le proprie case. Sono momenti drammatici quelli che vengono raccontati dai vigili del fuoco di Pisa, che contemporaneamente cercano di fronteggiare l’avanzare delle fiamme molto attive sul monte Serra. Due incendi diversi, ma che rischiano di incontrarsi.

Incendio partito dal bosco e non dagli oliveti

La tempesta di fuoco e fumi irrespirabili sta tenendo in scacco gli abitanti dei Monti Pisani, in mezzo alla Toscana. Il vento alimenta le fiamme: fino ad ora sono andati distrutti oltre seicento ettari di terra che erano una delle più belle riserve di macchia mediterranea, pini marittimi, bosco ceduo, vigne e oliveti. Nelle ultime ore sono state attaccate dalle fiamme anche alcune case e sono andate bruciate delle auto. Per fortuna non ci sono morti e neppure feriti, a parte tre intossicati lievi. È forte la convinzione che le origini del rogo siano dolose, anche se è ancora prematuro per azzardare conferme. Oggettivamente, con l’emergenza in corso non è possibile cercare eventuali inneschi.

Di certo c’è che le fiamme sono partite in una serata fresca e ventilata, dall'interno del bosco e non assolutamente da uno dei tanti oliveti, che rendono questo posto un luogo speciale.

500 uomini al lavoro: un mini esercito

Una delle cose più difficili di questa emergenza sono stati i circa settecento abitanti allontanati in piena notte dalle frazioni montane, Montemagno, Oliveto, Noce, Caprile di Sotto e dintorni.

Tuti speravano che il fuoco non oltrepassasse i versanti abitati. Ma sono stati sfortunati e hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni. Fino a giovedì, probabilmente, non torneranno a casa. Molti hanno trovato ospitalità da parenti e amici. ‘Circa trenta sono in albergo’, ha detto il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi.

Altri sono ospiti di alcune strutture d’emergenza allestite a Calci. Oggi la protezione civile ha allertato un mini esercito di cinquecento coraggiosissimi pompieri, tecnici dell’antincendio e volontari, molti dei quali sono arrivati nel Pisano da altre regioni.

Due squadre intrappolate dalle fiamme

Nonappena c'è stata un minimo di visibilità, sono partiti anche cinque aerei Canadair e quattro elicotteri in aiuto degli uomini da terra. I mezzi in volo sono stati messi in difficoltà dal vento. In ogni caso, una mano sono riusciti a darla. A Calci e Vicopisano sono state chiuse le scuole e anche l'aeroporto di Pisa è stato chiuso per favorire i soccorsi aerei della Protezione civile. Il problema più grande è stato rappresentato dai continui cambi di direzione delle raffiche, che ha confuso i soccorritori.

Ma non solo. Momenti di panico si sono vissuti quando due squadre di vigili del fuoco si sono trovati circondati dalle fiamme sulla strada per il Monte Serra. Solo tantissimo coraggio e altrettanto sangue freddo hanno consentito a uomini e mezzi di trarsi in salvo. La Regione Toscana ha dichiarato lo stato di emergenza, mentre la procura ha aperto un fascicolo con l'ipotesi di rogo doloso.

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