Per il momento, rimangono solo indiscrezioni, ma se quanto si legge sulle pagine del quotidiano britannico The Telegraph corrispondesse a verità, ci sarebbe davvero da preoccuparsi. Tutti ricorderanno l'immane disastro avvenuto nel marzo 2011 in Giappone quando, a seguito di un violentissimo terremoto, un'onda anomala (tsunami) ha colpito la città di Fukushima, causando un disastro di immani proporzioni.

Colpita anche la centrale nucleare, situata proprio sulla costa della località suddetta, con conseguenze a livello mondiale. Ora, sette anni dopo l'incidente, arriva la notizia che ormai il Giappone starebbe esaurendo lo spazio per contenere tutta l'acqua contaminata. Quest'ultima, pari a circa 1,09 milioni di tonnellate, potrebbe finire nell'oceano.

Spazio in esaurimento

Attualmente il liquido contaminato è contenuto in circa 900 serbatoi, sparsi per tutto il Pacifico.

Ma lo spazio non sarebbe infinito. L'indiscrezione sarebbe arrivata da un operatore della centrale e il The Telegraph avrebbe verificato la notizia dopo aver visionato alcuni documenti. Secondo la Tokyo Electric Power Co. (meglio nota come Tepco), la società che gestisce l'impianto nucleare al centro del dibattito, l'acqua conterebbe solo un livello non eccessivo di trizio. Questo materiale, presente nella normale acqua potabile, di norma non è dannoso per l'uomo, ma lo diventa in quantità piuttosto alte.

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Cronaca Nera

È chiaro che un volume di acqua del genere versata nel mare, causerebbe sicuramente conseguenze non felici sul piano ambientale. Inoltre, il materiale in possesso del quotidiano britannico, è stato fornito da una fonte dello stesso governo nipponico.

Residenti locali in rivolta

La notizia del rilascio dell'acqua contaminata ha scatenato ovviamente durissime reazioni tra la popolazione locale. Gli stessi temono, infatti, che il liquido che eventualmente potrebbe essere rilasciato, porti conseguenze sulla salute dei cittadini.

Anche le associazioni ambientaliste non hanno tardato a far sentire la loro voce. Tra queste, anche Greenpeace, in particolare Shaun Burnie, specialista nucleare della nota associazione ambientalista. Secondo l'attivista, Tepco mentirebbe sul fatto che il trizio sia assolutamente innocuo per l'uomo. Secondo quanto si apprende dal giornale on-line Leggo, infine, le autorità giapponesi sarebbero state colte alla sprovvista dall'opposizione della gente locale.

Ma i piani governativi non sarebbero stati affatto abbandonati.

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