E' stato approvato nel decreto sicurezza l'emendamento di due parlamentari bergamaschi che chiedevano la reintroduzione della conoscenza della lingua italiana come requisito per poter ottenere la cittadinanza italiana. Una vera integrazione, sottolineano gli onorevoli, si raggiunge soltanto attraverso l'apprendimento della lingua del Paese ospitante.

L'emendamento nel decreto sicurezza

Si dicono soddisfatti Simona Pergreffi e Daniele Belotti, entrambi parlamentari della Lega, per il ricepimento del loro emendamento nel decreto sicurezza.

Gli stranieri che vogliono ottenere la cittadinanza [VIDEO] dovranno possedere una certificazione linguistica non inferiore al livello B1, dimostrando così di saper leggere, scrivere e comunicare in maniera adeguata. Pergreffi, che è anche sindaco, dice di essersi trovata a concedere la cittadinanza a persone che non conoscevano l'italiano e, spesso, erano donne islamiche che non avevano alcuna vita sociale. Questo requisito sarà un buono strumento per favorire una vera integrazione.

Le modifiche al Testo Unico sull'immigrazione

L'articolo 1 abroga il permesso di soggiorno per motivi umanitari e lo sostituisce con 6 diverse tipologie di permesso: vittime di violenza domestica, vittime di tratta e sfruttamento, vittime per calamità nel proprio Paese, per necessità e cure mediche, per particolare valore civile. L'articolo 2 aumenta il tempo massimo di permanenza nei centri per i rimpatri dagli attuali 90 ai 180 giorni.

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Prevede, anche, la costruzione di nuovi centri e il miglioramento di quelli attuali. L'articolo 4 prevede l'accoglienza dei migranti in attesa di identificazione in altri tipi di strutture se i centri di prima accoglienza risultassero sovraffollati. L'articolo 7 stabilisce il rifiuto o la revoca dello status di rifugiato ed il rientro nel proprio Paese di origine se il soggetto è stato condannato in via definitiva per i reati di omicidio, rapina, riduzione in schiavitù, sequestro di persona, violenza sessuale, violenza a pubblico ufficiale, furto, se aggravato dal possesso di armi.

Per quanto concerne la cittadinanza: raddoppiato da 2 a 4 anni il tempo per la concessione della cittadinanza a seguito di matrimonio; introdotta la conoscenza della lingua italiana ad un livello almeno B1. La cittadinanza verrà revocata a chi ha commesso reati di eversione o terrorismo.

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