Dopo il ritrovamento di alcune ossa, in via Po a Roma, avvenuto il 30 ottobre nella Nunziatura vaticana, sono emersi nuovi elementi. Dalle prime indagini le ossa sembrerebbero in buone condizioni, anche se interrate in un terreno abbastanza umido. La polizia scientifica, ieri mattina martedì, 6 novembre, ha effettuato un nuovo sopralluogo a Villa Giorgina e ha scoperto, durante le ricerche, nuovi resti umani: parte di un cranio e di una mandibola, che potrebbero appartenere allo stesso scheletro ritrovato in precedenza. Il nuovo sopralluogo si era reso necessario perché allo scheletro ritrovato una settimana fa, mancavano gli arti inferiori.
Le prime indagini sulle ossa ritrovate
Dai primi esami della polizia scientifica sulle ossa ritrovate, non è stato ancora possibile individuare il sesso delle vittime. L' esame sull'arcata dentale ha scoperto la presenza di un molare, che se dovesse corrispondere al dente del giudizio, potrebbe appartenere al cadavere di una persona adulta. Il dente del giudizio, nella maggior parte dei casi, compare infatti tra i 16 e i 25 anni.
Il professor Giovanni Arcudi, direttore di medicina legale all'università di Roma Tor Vergata e perito nominato dal Vaticano, ha confermato che sarà possibile estrarre la matrice del DNA dai resti e confrontarlo con quelli di Emanuela Orlandi e di Mirella Gregori, inoltre ha dichiarato che la prima fase sarà quella di pulire le ossa che erano interrate, per poi classificarle e ricomporle.
L'ipotesi della scomparsa della moglie del custode sarebbe da escludere
Una delle ipotesi prese in considerazione in precedenza, vale a dire che le ossa ritrovate potessero appartenere alla moglie del custode, di cui si persero le tracce anni fa, in circostanze mai chiarite, sarebbe da escludere.
Secondo la redazione della trasmissione della RAI, "Chi l'ha visto?", che segue, da sempre, il caso di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori, le ossa non possono appartenere alla moglie del custode Pino, che ha vissuto nell'edificio, all'interno di Villa Giorgina negli anni Sessanta, perché lei non sarebbe mai scomparsa. La donna si sarebbe allontanata volontariamente, dopo vari litigi con suo marito, con la quale viveva un rapporto tormentato: lo stesso Pino ebbe a dichiarare che sua moglie se ne andò all'improvviso, lasciandolo da solo perché, da tempo, non andavano d'accordo.
Per avere ulteriori conferme si dovrà aspettare ancora un po': per quanto riguarda il DNA, bisognerà attendere circa dieci giorni. La procura di Roma, intanto, prosegue le indagini.