Un bimbo di poco più di 2 anni, le cui generalità non sono state rese note, è assurto agli onori delle cronache medico - scientifiche per essere il primo caso concreto di applicazione di una nuova tecnica di ricostruzione di organi, basata sulla tecnologia robotica. Il bambino, infatti, circa sei mesi fa aveva accidentalmente ingerito della soda caustica riportando delle gravissime lesioni all'esofago. Inizialmente si è cercato di curarlo in maniera farmacologica. Dopo due mesi di inutili tentativi per risolvere la stenosi esofagea, che aveva prodotto un restringimento del cavo orale, si è deciso di intervenire chirurgicamente.
Anche perché il bambino era giunto all'Ospedale di Alessandria, dove è stato eseguito l'innovativo intervento chirurgico, in 'condizioni critiche'. Infatti, con il passare dei giorni, l'esofago del bambino era stato completamente corroso dagli acidi.
L'innovativo intervento chirurgico
L'intervento di ricostruzione dell'esofago che, come detto, per la prima volta in Italia è stato eseguito con l'ausilio di un robot, ha comportato l'asportazione di parte del tessuto del colon utilizzato per la ricostruzione dell'esofago danneggiato. L'intervento è durato complessivamente 9 ore e ha visto alternarsi davanti al piccolissimo paziente ben tre equipé chirurgiche diverse, ciascuna composta da otorinolaringoiatri, cardiochirurgo e chirurgo toracico, e chirurghi pediatrici per la trasposizione del colon.
La notizia della riuscita dell'intervento è stata data solo dopo la stabilizzazione delle condizioni del piccolo paziente che ora sta bene ed è tornato a casa. In gergo tecnico l'intervento a cui è stato sottoposto il piccolo, al quale è stato dato il nome di fantasia Paolo, è una esofagectomia transiatale, collegata a una esofagocolonplastica mediastinica posteriore con approccio robotico.
I commenti dei medici
Il primo a commentare il complesso intervento chirurgico di ricostruzione è stato il Dottor Alessio Pini Prato, Direttore del Reparto di Chirurgia Pediatrica dell'Ospedale di Alessandria sentito, che al quotidiano La Stampa ha evidenziato come, ancora oggi, nonostante tutti i tagli alla Sanità, la vicenda di questo bambino metta in risalto come, se si vuole, si possono mettere in campo 'eccellenze uniche'.
A Pini Prato ha fatto eco il Direttore Generale dell'Ospedale di Alessandria, Giacomo Centini, che ha focalizzato l'attenzione sulle qualità di collaborazione, umanità, passione e multidisciplinarietà, ma anche la tensione verso l'innovazione dimostrate dagli operatori dell'Ospedale di Alessandria nel trattare questo specifico caso. Caso che dimostra gli obiettivi che l'Ospedale di Alessandria si sarebbe posto di raggiungere nel prossimo futuro.