Sembra destinato a non finire mai l'incubo nel quale è precipitato Julen domenica 13 gennaio: il piccolo è caduto in un pozzo profondo più di 100 metri e di un diametro di circa 25 cm. Da allora i soccorritori sono al lavoro per scavare un tunnel che consenta di raggiungerlo e salvarlo. Contavano di tirarlo fuori oggi, ma un errore di calcolo rallenta nuovamente i lavori.
Il tunnel verticale è troppo stretto, il salvataggio rallenta ancora
Le operazioni per salvare Julen vanno avanti da giorni e in questo periodo si sono susseguiti momenti di speranza e altri di disperazioni e angoscia.
Diversi problemi e complicazioni sono sorti durante gli scavi, tanto da rallentare più volte le operazioni.
Ma di certo le notizie che arrivano in questi minuti dalla Spagna sono negative e dolorose: proprio oggi, quando si pensava che il piccolo potesse essere a portata di salvataggio, a pochi metri dal raggiungerlo, gli uomini che lo stanno soccorrendo si sono dovuti arrendere davanti ad una verità sconcertante.
La galleria che è stata scavata per consentire l'accesso al pozzo 'maledetto' è di un diametro minore rispetto a quello dei tubi di metallo che sono necessari per rivestire la galleria stessa. In parole povere il tunnel scavato dai soccorritori è troppo piccolo. La macchina dei soccorsi è stata così costretta ad interrompere momentaneamente le operazioni in attesa di capire come poter procedere.
A quanto pare potrebbe addirittura essere necessario riempire di nuovo di terra il tunnel appena scavato e poi ricominciare a scavarlo di nuovo, stavolta con il diametro giusto.
Sconfortati i soccorritori hanno deciso di non dare più indicazioni sul tempo necessario per concludere il salvataggio di Julen, che a questo punto si fa sempre più disperato.
Il salvataggio slitta ancora, ma tutti sperano nel miracolo
Un'operazione di salvataggio sempre più complicata, tra il dolore delle persone di tutto il mondo che sperano di poter rivedere vivo il piccolo Julen. A questo punto non c'è più alcuna certezza su quando le operazioni per tirare fuori il piccolo dalla terra che lo tiene imprigionato da più di una settimana possano concludersi.
Sui social impazza la solidarietà e i commenti della gente che segue la vicenda in una diretta che ricorda vagamente, per noi Italiani, quella di Vermicino, quando il piccolo Alfredo Rampi cadde in un pozzo e i tentativi di salvarlo vennero trasmessi in diretta dalla Rai. In quel caso il bambino venne dichiarato morto dopo 60 ore di tentativi e le operazioni di scavo proseguirono per quasi un mese solo per riportare in superficie il suo corpicino.