Ha ricevuto quattro colpi alla testa, ma forse era ancora viva quando il suo corpo, cosparso di benzina, è stato poi dato alle fiamme e abbandonato nelle campagne bresciane della Franciacorta. Ieri l'autopsia eseguita sul povero corpo semicarbonizzato di Stefania Crotti, impiegata 42 enne di Gorlago, ha confermato quanto sospettato: la donna ha ricevuto quattro martellate. Ma l'esame non ha sciolto i dubbi su come e dove sia morta: se nel garage dove è stata attirata con l'inganno, o dopo. Occorreranno altri accertamenti.
E sempre ieri Chiara Alessandri, 43enne rea confessa 'a metà', interrogata dal gip nel carcere bresciano di Verziano dove è rinchiusa da sabato, ha continuato a negare di aver premeditato l'omicidio, come di aver dato alle fiamme la donna considerata la sua rivale in amore.
Autopsia, primi risultati dopo 10 ore di lavoro
Ieri, all'istituto di Medicina legale dell'ospedale Civile di Brescia, l'esame dei resti della povera Stefania Crotti, affidato ai medici legali nominati dalla procura di Brescia, Nicoletta Cerri e Andrea Verzelletti, è iniziato alle otto per concludersi alle 18. Dieci ore di intenso lavoro per arrivare a un risultato provvisorio.
Ci vorranno altri accertamenti per stabilire se Stefania sia morta per i colpi ricevuti nel garage della villetta di Gorlago, o se sia stata arsa viva ad Erbusco. Di certo, gli esami hanno evidenziato una decina di lesioni, tra cui quattro colpi alla testa compatibili con quattro martellate già riscontrate al momento del ritrovamento del cadavere.
La tesi dell'omicida, secondo la quale Stefania sarebbe morta dopo essere caduta su uno spigolo a seguito di spintonamenti nel corso di una lite con lei, viene così invalidata.
Interrogatorio di Chiara Alessandri
La mamma di tre figli che è stata anche catechista e faceva la rappresentante dei genitori a scuola, non ha pianto ieri nel corso dell'interrogatorio per la convalida del fermo a cui è stata sottoposta dal gip Tiziana Gueli in presenza del suo avvocato, Gianfranco Ceci.
Reclusa nel carcere di Verzano con l'accusa di omicidio e distruzione di cadavere, la donna è apparsa provata e in ansia per i figli, ma sicura nel ribadire quanto già dichiarato al momento del fermo. Nelle stesse ore in cui l'esame autoptico smentiva la sua narrazione, ha ripetuto che avrebbe attirato Stefania Crotti nel garage per un chiarimento dopo che aveva avuto una breve relazione con Stefano Del Bello, il marito 44enne di Stefania, che non voleva uccidere ma sarebbe scoppiata una lite.
Stefania avrebbe sbattuto la testa. Lei, fuori di sé, l'avrebbe caricata sulla sua Mercedes Class per poi lasciarla in un campo e andare via, senza bruciare il corpo. Ha poi continuato a negare qualsiasi tipo di premeditazione. In un'auto di famiglia, però, gli inquirenti hanno trovato una tanica di benzina da dieci litri con ancora un po' di liquido all'interno. Oggi c'è l'udienza di convalida del fermo. Il legale valuta la possibilità di chiedere una perizia psichiatrica per la cliente.
Chiara Alessandri, gelosia e freddezza
Venerdì scorso, il giorno dopo aver ucciso Stefania e attuato il piano diabolico che covava da settimane, Chiara Alessandri si è svegliata nella stessa villetta dell'orrore, per poi dedicarsi a cose ordinarie.
Ha fatto colazione, qualcuno l'ha vista dalla finestra del bagno intenta a truccarsi. Ha accompagnato i tre figli di 11, 7 e 6 anni a scuola, la stessa frequentata da Martina, figlia di sette anni di Stefania e Stefano, per poi riprenderli.
Questa donna, rimasta orfana del padre da piccola, un unico fratello morto di overdose, disoccupata, separata dal padre dei suoi figli da un anno, dopo il delitto ha avuto un comportamento di una freddezza estrema. Dato sfogo alla crescente gelosia per la moglie da cui il suo amante era tornato, appariva tranquilla. Per l'uomo, lei era stata solo una sbandata. Per Alessandri, il futuro sarebbe stato insieme. Quando nella caserma di Bergamo i carabinieri hanno fatto incontrare l’ex coppia di amanti nella stessa sala d’attesa per valutarne le reazioni, Chiara in stato di fermo, come se nulla fosse accaduto, ha chiesto all'uomo che ha fatto diventare vedovo una carezza.