Il filmato che riprende l’aggressione, accaduta la scorsa mattina in via Tavolara, ha fatto il giro del web e ora i due protagonisti raccontano la loro versione dei fatti. A parlare oggi – in un’intervista pubblicata dal quotidiano La Nuova Sardegna – è il ragazzo che avrebbe caricato la sua ex sulle spalle e poi l’avrebbe scaraventata per terra. “Prima di tutto devo dire che quello che ho fatto è sbagliato – assicura il giovane – non avrei dovuto sbatterla per terra. Il mio è un gesto pessimo e per questo sono molto dispiaciuto.

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Non sono una persona violenta, non ho mai alzato le mani a una donna e non avevo intenzione di farlo. Ma lei mi ha esasperato. Chi conosce la situazione lo sa. Per questo motivo nessuno è intervenuto”. Le immagini del video girato la scorsa mattina con un telefonino parlano chiaro. Si vedono i due discutere senza nessuna remora. E nonostante la stazza del giovane e la sua altezza, la sua ex non ha timore di affrontarlo e quasi lo attacca e provoca. “Non si può giudicare una persona o una storia guardando un filmato di poco più di un minuto – incalza il giovane – bisogna conoscere tutti i retroscena di questa storia.

Le immagini raccontano una verità limitata – assicura – secondo voi infatti perché nessuno si è messo in mezzo e siamo stati pure filmati senza che qualcuno alzasse un dito? Anzi c’è addirittura chi rideva perché ero io la vittima – spiega – sono stato insultato per troppo tempo e anche preso a schiaffi fino a quando non c’ho più visto e ho reagito. Ma non volevo farle del male. Volevo soltanto farle fare una brutta figura, poggiandola sopra un cassonetto dell’immondizia. Poi lei per difendersi si è attaccata al mio orecchio. Ho ancora i segni e per il dolore del morso ho reagito”.

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Il racconto del protagonista

“Lo so che non è bello – continua nel suo racconto il giovane – è vero che l’ho caricata sulle spalle e poi l’ho riappoggiata per terra, questo non si fa ma ero esasperato da giorni. In via Tavolara ci sono le telecamere – assicura – perché non guardano i filmati. Erano giorni che mi provocava. Mi seguiva, mi stolkerizzava e mi insultava di fronte a tutti. Al punto che più di una volta ho preferito scappare. Portandomi dietro il mio cagnetto e le risate dei presenti”.

Fino allo scorso venerdì quando le parole si sono trasformate in violenza fisica: “Non voglio e non devo trovare giustificazioni - conferma il 22enne – ho sbagliato ma voi non sapete chi sia lei. Una ragazza problematica è dire poco, probabilmente venerdì non era nemmeno troppo lucida, vi assicuro che non è per niente difficile gestirla. Potete chiederlo a chi la conosce bene e sa con chi si ha a che fare”.

Una storia tormentata

“La conosco da poco tempo – racconta il giovane – la prima volta che l’ho vista era dicembre.

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Alla fine siamo stati insieme nemmeno una settimana. Avevo subito capito che era poco gestibile – assicura – io ho già i miei casini e non volevo averne altri, per questo ho subito messo fine alla relazione. Il vero problema – continua il 22enne – è che lei non ne voleva sapere e che mi stressava. Ormai mi considerava il suo ragazzo ma io non la volevo vedere nemmeno da lontano. Ormai era diventata un incubo, l’ho dovuta bloccare pure sul telefono – racconta – mi chiamava in continuazione, mi mandava decine di messaggi e per giorni era la mia ombra. Per me era quasi diventato una vera e propria persecuzione – continua – anche se tutto questo non giustifica la mia reazione, sbagliata. E per questo chiedo scusa e mi pento. Anche perché nella mia situazione una denuncia per percosse e lesioni non è proprio una passeggiata”.