Una vicenda drammatica risalente al 2012 è di recente tornata alla ribalta dell'opinione pubblica a causa di una richiesta scioccante effettuata dal colpevole, un criminale senza scrupoli. Zachary Holly 7 anni fa si è infatti macchiato di uno dei crimini più efferati che ci siano ed ha confessato di avere violentato ed ucciso, strangolandola, una bambina di appena 6 anni. Per questo delitto nel 2015 è stato condannato alla pena di morte che non è stata ancora eseguita.

Condannato a morte per avere stuprato ed ucciso una bimba di 6 anni

La bimba era stata trovata esanime in una casa adiacente all'abitazione dell'assassino, che era anche un vicino di casa della ragazzina.

Nella richiesta di Zachary stupisce il rimpallo di responsabilità attribuito al suo studio legale quando in realtà l'uomo è stato condannato per aver lui stesso confessato il reato, oltre che per i molteplici indizi a suo carico. La condanna che gli è stata inflitta è di quelle che non danno scampo: il pedofilo dovrà essere giustiziato a morte.

Ben 7 anni dopo il tragico evento, il 34enne reo confesso ha avanzato una richiesta che ha sbalordito tutti. L'assassino pedofilo ha chiesto di essere scarcerato perché a suo dire, durante il processo è stato manomesso il suo diritto di essere tutelato nel migliore dei modi. Di conseguenza ha scaricato le responsabilità addosso al team di legali che si sono occupati del suo caso che, a suo dire, avrebbero deciso di non presentare alcune prove che avrebbero potuto scagionarlo da quell'accusa così grave.

Entro la fine del mese di febbraio dovrebbe pervenire la richiesta di scarcerazione alla quale dovrebbe seguire la risposta nel mese di luglio di quest'anno.

A luglio ci sarà la risposta in merito alla scarcerazione

Nel dettaglio di questa storia sono emersi particolari davvero terribili che hanno scosso molte persone. La piccola aveva dei problemi anche all'interno della sua stessa famiglia. Suo padre, secondo quanto riporta il sito web Fanpage, era stato condannato ad un anno di reclusione per aver, un anno prima dell'assassinio, legato la bimba ad un cassetto. Il genitore si era poi giustificato parlando di una punizione. La stessa condanna era stata inflitta anche alla compagna del padre, che non era la madre biologica della piccola.

Tra qualche settimana Holly dovrà presentare la richiesta ufficiale di scarcerazione, la conclusione di questa triste storia dovrebbe arrivare a luglio con la risposta definitiva.