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Come preannunciato nei giorni scorsi da alcune indiscrezioni diffuse dal noto portale americanizzato TMZ, la Rap star newyorkese Tekashi 6ix9ine ha iniziato a collaborare con la giustizia. Il rapper, detenuto a New York dallo scorso novembre, si è infatti dichiarato colpevole di ben otto (secondo alcuni siti sarebbero addirittura nove) dei gravissimi capi di imputazione formulati durante la prima fase delle indagini dalle autorità americane. L'indagine federale, che ha portato all'arresto di 6ix9ine a fine 2018, era iniziata ben cinque anni fa.

Gli inquirenti hanno focalizzato sin da subito la loro attenzione sulla Nine Trey Bloods, una sotto-struttura criminale della più celebre Gang dei Bloods , la più popolare in America assieme a quella dei rivali Crips, di cui il rapper sarebbe stato a tutti gli effetti un affiliato, con ogni probabilità già prima di diventare famoso.

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In un primo momento il cantante aveva respinto qualsiasi accusa, dichiarandosi innocente relativamente a tutti i capi di imputazione che gli erano stati affibbiati, sostenendo che la sua immagine da gangster e criminale altro non fosse che una messa in scena con finalità artistiche e di intrattenimento, in altre parole una sorta di fiction per rendere il suo personaggio più accattivante agli occhi del pubblico.

Droga, armi e controllo del territorio

Le autorità americane però non sono mai state di questo avviso, accusando sin da subito il rapper di reati gravissimi quali detenzione illegale di armi da fuoco, rapine a mano armata, minacce, estorsioni, spaccio di droghe pesanti come metanfetamine, ecstasy ed eroina.

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Il rapper avrebbe inoltre ammesso il suo ruolo di mandante di un tentato omicidio, fortunatamente fallito, ai danni del collega Chief Keef.

Di seguito parte del testo del primo atto d'accusa: "Gli affiliati a questa associazione criminale hanno incentivato la loro condotta criminosa perpetrando attività illegali, come commercio di sostanze stupefacenti illecite ed utilizzo di armi da fuoco, promuovendo inoltre i suddetti comportamenti sui social media. Lo scopo era evidentemente quello di proteggere il potere acquisito sul territorio (nello specifico si parla di alcune aree della città di New York, ndr) ed i profitti criminali dell'associazione".

Le probabili pene

Nonostante la confessione 6ix9ine rischia comunque delle pene severissime, che, stando a quanto riportato dai principali portali d'oltreoceano, sono attualmente da quantificare in 32 anni, nella migliore delle ipotesi, fino all'ergastolo.

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L'udienza del rapper é stata fissata tra un anno, per la precisione il 24 gennaio 2020.

Non é ancora dato sapere quanto la sua scelta di collaborare con la giustizia, ormai acclarata, potrà influire sull'entità della sua pena.