Una vendetta legata ad un’oscura vicenda di abusi sulla nipotina minorenne. Dietro l’agguato a A.C., il 63enne ucciso lunedì pomeriggio nel parcheggio situato sul retro del supermercato “Il Gigante” a Rozzano, ci sarebbe un’altra tragedia. A premere il grilletto sarebbe stato E.S. di 35 anni, ex genero dell’uomo ammazzato. Chiaro il movente del delitto: la vittima era accusata di presunte violenze sessuali nei confronti della nipotina di pochi anni, sui quali sono tuttora in corso le indagini.

Il padre della piccola ha voluto punire col sangue gli abusi, che sarebbero avvenuti l’estate scorsa.

L’assassino si è presentato nella mattinata di martedì presso il comando dei carabinieri di Rozzano per costituirsi, insieme al suo avvocato: lo accompagnava anche un giovane di 27 anni, A. M. che avrebbe guidato il motorino usato durante l’esecuzione.

La vendetta per gli abusi compiuti dal nonno

A quanto pare il killer aveva minacciato la vittima: avrebbe pagato per il male fatto alla nipote se si fosse ripresentato a Rozzano. Come detto, nei mesi scorsi c’era stata una denuncia per le violenze: la bimba era stata ascoltata dagli investigatori, per capire se il nonno avesse effettivamente abusato della piccola quando i genitori gliel’avevano affidata. Una situazione pesante che aveva portato inevitabili ripercussioni in famiglia, facendo allontanare le due figlie del 63enne dai rispettivi mariti, fratelli fra di loro.

A. C., dopo essere stato indagato, aveva scelto di rimanere a casa sua in Campania, per non avere problemi. Tuttavia sabato 23 febbraio è tornato a Rozzano, immaginando che la situazione si fosse tranquillizzata, anche se i parenti l’avevano avvertito del pericolo, temendo una vendetta.

Un’esecuzione davanti a tanti testimoni

A quanto pare l’ex genero – nome di spicco della malavita locale – è stato avvisato dell’arrivo di A.C. ed ha iniziato a cercarlo per le strade della cittadina, sul motorino guidato dall’amico. Lunedì pomeriggio l’ha notato mentre chiacchierava con alcuni conoscenti nei pressi del supermercato.

Secondo le numerose testimonianze, ha urlato il nome della vittima per attirare la sua attenzione e potergli sparare. Ha esploso cinque colpi, di cui quattro sono andati a segno, uccidendo sul colpo il 63enne.

Il killer non si è minimamente preoccupato di agire a volto scoperto, tanto che tutti i presenti l’hanno riconosciuto. Nelle prossime ore il pubblico ministero Monia Di Marco e l’aggiunto Letizia Mannella sentiranno ancora il responsabile del delitto ed il suo complice, anche se la dinamica ed il movente dell’esecuzione sembrano ormai chiari.

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