L'ospedale San Camillo di Roma si trova al centro di una polemica tra istituzioni dello stato. Nello specifico, i protagonisti di questo scontro istituzionale sono il Ministro della Salute pentastellato Giulia Grillo e il Governatore della Regione Lazio e candidato alla Segreteria del Pd Nicola Zingaretti. La polemica nasce dal fatto che il Governatore Zingaretti avrebbe chiesto ufficialmente al Ministro Grillo la fine del decennale commissariamento della sanità della Regione Lazio.

Ma l'esponente dell'esecutivo giallo-verde, visti i dati del sovraffollamento dei vari pronto - soccorso degli ospedali romani, in particolare proprio il San Camillo, avrebbe suggerito al presidente della Regione di "fare un giro negli ospedali" laziali per rendersi effettivamente conto della situazione. E per sottolineare la gravità della situazione la Grillo nella mattinata del 17 febbraio ha inviato i Nas dei Carabinieri al pronto soccorso del San Camillo.

Le motivazioni dell'invio dei Nas

Secondo quanto sostenuto da Giulia Grillo, diversi cittadini romani hanno inviato al Ministero segnalazioni allarmanti. La ministra ha parlato apertamente, secondo quanto riferito dal quotidiano "Il Mattino", di spettacoli indecenti comprovati ulteriormente da un servizio giornalistico del Tg2 andato in onda il 16 febbraio. Per la titolare del dicastero della salute, le segnalazioni dei cittadini e il servizio del telegiornale di Rai 2 avrebbero messo in evidenza che molti punti di pronto intervento si sarebbero trasformati in bivacchi. Con operatori e pazienti che si troverebbero, pertanto, in condizioni indegne per le strutture sanitarie di un Paese civile.

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Inoltre, dai dati a disposizione del Ministero, la Grillo ha evidenziato come ci sia un'alta percentuale di ricoveri da pronto soccorso che potrebbero essere sintomo di inappropriatezza e che i tecnici del ministero dovranno verificare.

La replica dell'Assessore alla Sanità della Regione Lazio

A rispondere al Ministro della Salute ci ha pensato l'assessore regionale alla Sanità Alessio D'Amato che ha evidenziato come il verbale del sopralluogo effettuato dai Nas non avrebbe evidenziato criticità particolari circa l'assistenza sanitaria fornita ai pazienti.

Anche se, a causa del sovraffollamento della struttura, l'assessore ha riconosciuto che le esigenze di rispetto della privacy sono spesso subordinate a quelle della indispensabile assistenza medico-sanitaria. E ribadisce che il San Camillo di Roma è una struttura di eccellenza nazionale, come dimostrato recentemente dal caso di Sammy Basso. Sulla stessa lunghezza d'onda il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti secondo il quale le condizioni del commissariamento non ci sarebbero più.

In proposito ha aggiunto che l'ente regionale vigilerà affinché non siano commessi abusi.

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