Torino è ancora sconvolta per l'omicidio di Stefano Leo, commesso 34enne sgozzato sabato mattina sul viale pedonale di Lungo Po Machiavelli, a due passi dal centro. Il giovane è stato aggredito all'improvviso e senza apparente motivo mentre stava andando al lavoro. Gli inquirenti nelle scorse ore hanno realizzato un identikit del presunto assassino e sono sulle tracce di un uomo di colore, sbandato e dall'indole irascibile. Una persona "verosimilmente squilibrata".
Soggetto pericoloso
I carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Torino, coordinati dal colonnello Francesco Rizzo, stanno cercando un uomo, probabilmente nordafricano, non con capelli rasta (come era stato indicato in un primissimo momento), ma con una coda - raccolta sulla nuca - di capelli ricci.
Rasato di lato "come i pugili" e dal fisico asciutto. Forse è un senza fissa dimora. Sicuramente è un soggetto molto pericoloso.
Gli investigatori stanno vagliando con attenzione decine e decine di filmati registrati, sabato mattina, dalle diverse telecamere di videosorveglianza poste non solo ai Murazzi, ma anche sui mezzi pubblici Gtt.
L'assassino di Stefano Leo, dopo averlo colpito alla gola con un grosso coltello, in cima al viale pedonale di Lungo Po Machiavelli (proprio ai piedi della scalinata che porta sopra i murazzi di lungo Po Cadorna), si sarebbe allontanato in tutta fretta verso piazza Vittorio, per poi dileguarsi dietro i palazzi. Gli inquirenti non escludono che sia salito su un tram o su un bus.
La caccia all'uomo è serrata e le forze dell'ordine hanno diramato la massima allerta: stanno controllando stazioni, dormitori, ospedali, aree isolate.
Non è stata una rapina
Il pm Ciro Santoriello, titolare dell’inchiesta ha disposto l'autopsia sul corpo del ragazzo e oggi, martedì 26 febbraio, il medico legale Roberto Testi, eseguirà l'esame.
Stafano Leo è stato ucciso con una coltellata, un taglio netto, che gli ha provocato una profonda lesione alla gola. Gli esperti hanno definito la lesione "molto regolare", fatta da una mano forte e sicura dall’alto verso il basso. L'arma del delitto, con ogni probabilità, è un pugnale di dimensioni considerevoli oppure un coltello a serramanico a scatto, caratterizzato da una lama a doppio bordo affilato, dotato di un ampio manico.
Tutti gli elementi finora raccolti porterebbero i carabinieri della scientifica della sezione omicidi ad escludere un'aggressione a scopo di rapina: l'omicida non ha portato via nulla; il giovane commesso, infatti, aveva ancora con se il suo zainetto Invicta, lo smartphone, gli occhiali da sole ed il portafogli. Stefano, che non aveva problemi di droga e non frequentava "cattive compagnie", probabilmente è rimasto vittima di una tragica casualità.
"Ciao anima bella"
Stefano Leo, originario di Biella e laureato in giurisprudenza, dopo aver girato mezzo mondo, era rientrato in Piemonte qualche mese fa. Prima di Natale era stato assunto in un negozio K-way e, grazie al suo carattere gentile, disponibile e solare, si era subito fatto ben volere da tutti.
Proprio ieri, i colleghi dello store di via Roma, hanno voluto portare un mazzo di fiori sul luogo del delitto. Hanno anche lasciato un biglietto: "Ciao anima bella". Su Facebook, molte persone che lo conoscevano lo hanno salutato con commosse parole colme di affetto.