Arriva l’ok per la cittadinanza italiana di Ramy, il ragazzino 13enne divenuto un eroe dopo aver salvato i propri compagni dall’attentatore sullo scuolabus di Milano. Quando sembrava pronta a crearsi una nuova frazione all’interno del governo, con il vice-premier Di Maio da una parte e l’altro vice-presidente del consiglio, Salvini, dall’altra, è giunto l’ok da parte del titolare del Viminale. Il leader del Carroccio è uscito allo scoperto annunciando la concessione del riconoscimento e spiegando che Ramy "è come se fosse mio figlio", aggiungendo che lo stesso ha dimostrato di aver capito i valori del nostro Paese.

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Salvini ha inoltre aggiunto che la decisione di concedere la cittadinanza a Ramy è giunta con qualche intoppo, solamente perché lo stesso ministro ha voluto fare le cose rispettando le leggi, come è giusto che sia, spiegando comunque che in certi casi, dinanzi ad atti di bravura e di coraggio come quelli della settimana scorsa, le leggi si possono anche superare.

Felice della decisione anche Di Maio

Salvini ha quindi annunciato che incontrerà al Viminale cinque ragazzi della scuola Media Vailati, l’istituto di Crema “coinvolto” nel bus incendiato, nonché 12 carabinieri, coloro che hanno catturato il senegalese che aveva preso in ostaggio il pullman a San Donato Milanese.

Salvini incontrerà Adam, colui che ha chiamato i carabinieri con un cellulare nascosto; Aurora che è stata presa in ostaggio, ma nel contempo ha mantenuto il sangue freddo; Fabio che ha cercato di convincere il terrorista a liberare gli ostaggi e a non compiere gesti sbagliati; Ramy, il famoso ragazzo della cittadinanza e, infine, Nicolò, colui che si è offerto per primo come ostaggio dopo la richiesta del terrorista. Immediate le reazioni politiche alla decisione di Salvini, a cominciare da quella del collega Luigi Di Maio, leader dei grillini, che si è detto felice di essere riuscito a convincere il partner di governo in merito alla concessione della cittadinanza al ragazzino, in un post su Facebook lo stesso Di Maio si era già espresso in merito sottolineando che "la cittadinanza va concessa senza troppi giri di parole".

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Soddisfatto anche il ministro della giustizia Alfonso Bonafede che, nel corso della mattinata, si era espresso in favore della cittadinanza a Ramy e che parla di governo che si è dimostrato unito in questa occasione. Ovviamente non poteva mancare il commento dello stesso Ramy che non ha ancora ricevuto comunicazione ufficiale, ma che si è detto comunque molto contento.