Entusiasmo, caparbietà e grinta, sono quelli di un vero campione. Un fuoriclasse nella vita, oltre che nello sport. Ieri il 19enne Manuel Bortuzzo promessa del nuoto, a 32 giorni dal ferimento che gli ha lesionato in maniera permanente il midollo spinale provocando la paralisi delle gambe, è tornato nel suo elemento naturale: l'acqua. Poche bracciate esibite nella vasca del centro ultraspecialistico Santa Lucia di Roma diventato il suo nuovo campo di allenamento per la riabilitazione. Il video pubblicato sulla pagina Facebook 'TutticonManuel' che ha immortalato il suo ritorno in piscina, ha avuto in poche ore un enorme riscontro di pubblico.
A Manuel, la notte del 3 febbraio scorso hanno sparato per errore Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano, oggi in carcere, mentre si trovava con la sua ragazza Martina in zona Axa, quadrante sud della Capitale. I due banditi volevano colpire un rivale nella guerra per lo spaccio di droga. La storia di Manuel ha commosso l'Italia.
Manuel Bortuzzo, finalmente a casa
"Finalmente sono tornato in vasca": un video brevissimo quello registrato ieri in cui Manuel, dopo aver fatto alcune bracciate a temperatura 32 gradi nella piscina da 25 metri del Centro Santa Lucia, con poche e semplici parole annuncia l'inizio di un nuovo tipo di allenamento. Un training che prima dell'agguato di un mese fa, quando si allenava con l'obiettivo di gareggiare alle Olimpiadi, mai avrebbe immaginato: la riabilitazione motoria in acqua dopo che è rimasto paralizzato, secondo i medici in maniera irreversibile.
Un percorso che con la determinazione e il coraggio da vero campione della vita, doti rare che Manuel ha mostrato da subito, non appena è uscito dal coma, sta avvenendo in tempi record. Malgrado il dramma che sta vivendo, il sogno infranto di salire sul podio olimpico e la vita stravolta per sempre da due criminali, il ragazzo sta dimostrando una forza interiore e una capacità di reagire a ciò che gli è capitato incredibili. Anche il papà Franco ha confermato che quello che le persone di solito fanno in un mese, suo figlio l'ha fatto in pochi giorni. Appena lo scorso 18 febbraio, infatti, il nuotatore aveva lasciato l'ospedale San Camillo dove, dopo che un proiettile si è conficcato nell’undicesima vertebra, ha subito due interventi, uno al polmone sinistro che era stato lesionato e l’altro per estrarre il proiettile, ed è rimasto in terapia intensiva alcuni giorni.
"E' un'emozione bellissima", ha detto Manuel tornato finalmente a casa, in acqua, e mostrando orgoglioso la cuffia: quella dell'amico Gabriele Detti, campione del mondo in carica degli 800 stile libero.
Manuel Bortuzzo, la dedica alla fidanzata
Qualche giorno fa, in coincidenza con il primo anniversario dell'evento che gli ha cambiato la vita per sempre, Manuel ha voluto dedicare un commovente messaggio a Martina, anche lei nuotatrice 16enne. I due sono fidanzati da qualche mese, e Martina era con lui la notte atroce in cui è stato ferito. Nella sua Instagram story, il ragazzo ha ripercorso quei momenti, ma non per soffermarsi sui criminali che gli hanno sparato. Bensì per ricordare che nel momento in cui è stato atterrato, è stata la prima volta che ha detto a Martina 'ti amo'.
La riabilitazione
Da vero campione di coraggio, Manuel è diventato un esempio per tutti e ha accettato questa sfida con indomita vitalità. Il prossimo traguardo, con queste capacità di reazione e ripresa, è di potenziare al meglio la parte superiore del corpo, in modo da acquisire autonomia per potersi muovere dal letto alla carrozzina, e da questa al sedile dell'auto, in tempi brevi. Se così fosse, potrebbe essere dimesso presto dal Santa Lucia. Potrebbe pernottare a casa e tornare nella struttra solo per fare terapia e riabilitazione. Sarebbe un decisivo passo avanti alla conquista di una vita normale.