È una vicenda abbastanza singolare quella che giunge da Lanzarote, una delle isole che compongono l'arcipelago delle Canarie, situato nell'Oceano Atlantico, di fronte la costa orientale del Marocco. Le isole fanno parte politicamente della Spagna, e sono appunto una regione autonoma della penisola iberica. Le stesse sono meta di tantissimi turisti ogni anno e anche di gente che sceglie il posto per trasferirsi e lavorare. In queste ultime ore però è balzata fuori la notizia di una nostra connazionale che da circa 3 anni sarebbe bloccata nell'arcipelago, e non avrebbe la possibilità di tornare in Italia.

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La donna, che si chiama Lara e ha 30 anni, è accusata di omicidio colposo. Infatti, nel 2016, si trovava in auto proprio nell'isola, quando il veicolo investì due pedoni, che persero la vita. Da quel momento è cominciato il calvario, a denunciare la vicenda è la Onlus italiana "Prigionieri del Silenzio". La ragazza infatti sta male e soffrirebbe infatti di una particolare forma di anoressia, con degli sbalzi di umore micidiali, come ha raccontato il padre alla stampa internazionale e riportato da Il Messaggero.

Canarie, italiana bloccata da tre anni a Lanzarote: è accusata di omicidio
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Si erano trasferiti da poco nelle isole

Quando Lara e il suo fidanzato si trasferirono alla Canarie era la fine del 2015. Come tanti avevano scelto il clima mite delle isole per mettere su una nuova vita, molto diversa da quella che conducevano nel nostro Paese.

Ma qualcosa è andato decisamente storto, e la ragazza è stata rinviata a giudizio. Infatti, spiegano dalla Onlus, la ragazza si è assunta tutta la colpa dell'incidente per scagionare il fidanzato che era senza patente, e di fatto, probabilmente, alla guida del veicolo.

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Vista la sua confessione, l'Autorità Giudiziaria delle isole Canarie l'ha ritenuta colpevole di aver compiuto il fatto. Secondo quanto riferiscono i media, Lara avrebbe anche ritrattato le sue dichiarazioni, ma questo non sarebbe servito praticamente a nulla. Si trova ancora nelle isole, senza la possibilità di poter tornare nel suo Paese.

Il padre: 'Ambasciata italiana è al lavoro per risolvere il caso'

Il papà della ragazza fino a febbraio scorso è stato sull'isola di Lanzarote per poter stare vicino a sua figlia.

L'uomo ha sottolineato di come l'ambasciata italiana alle Canarie si stia dando da fare per poter risolvere velocemente il caso, la giovane è assistita anche dai servizi sociali 24 ore su 24.

L'uomo ha dichiarato: "Lara ha grossi problemi psico-fisici legati a una forma di anoressia, è molto instabile e ha sbalzi umorali e mentali. Da oltre tre anni è bloccata lì, senza documenti e senza la possibilità di lavorare, senza cure mediche e con problemi economici".

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Il fidanzato di Lara si sarebbe assunto anche la responsabilità quando la ragazza ha ritrattato, ma anche questo tentativo non è servito a niente. Sulla vicenda è intervenuto anche il legale di Lara, ha detto che "esiste un meccanismo per cui si può espiare la propria pena anche in un'altra nazione, stiamo parlando di Europa". Sicuramente sulla vicenda ci saranno ulteriori aggiornamenti.

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