E' riaccaduto a distanza di pochi giorni da un identico precedente. Un neonato di appena un mese è morto stanotte a Genova per un'emorragia dopo una circoncisione 'fai da te' in casa alla presenza della mamma, Anetor Maris Aigbodion, di 26 anni, e della nonna, Katherine Aigbodion, di 59 anni, entrambe di origine nigeriana. L'operazione sarebbe stata materialmente praticata da un 'santone'. Sono state proprio le due donne a chiamare il 118, ma all'arrivo dei soccorritori ogni speranza di poter salvare il piccolo era dissolta. Lo scorso 24 marzo a Reggio Emilia ha perso la vita un bimbo di cinque mesi, anche lui circonciso dai genitori di origine ghanese con l'aiuto di un capo carismatico della comunità africana locale.

Circoncisione in casa, neonato muore dissanguato

Tutto è accaduto a Quezzi, quartiere collinare di Genova. Gli investigatori della Squadra Mobile sono al lavoro per ricostruire nei dettagli la vicenda. Di certo c'è che un bambino di un mese è morto dopo che ieri in tarda mattinata in un'abitazione gli è stata praticata una circoncisione clandestina. Sarebbe stato un 'santone' incaricato dalla madre e dalla nonna nigeriane a praticare l'intervento. E a lui le donne si sono inizialmente rivolte, non appena il bambino ha cominciato a star male. Quando poi, sottovalutando la gravità del caso, hanno deciso dopo molte ore di chiamare i soccorsi, per il piccolo non c'era già più nulla da fare.

Sul posto con gli agenti della mobile, la polizia scientifica che ha sottoposto a sequestro l'appartamento per fare i rilievi.

Le donne portate in Questura ed interrogate per molte ore grazie a un interprete, sono in stato di fermo per omicidio preterintenzionale. Si cerca di rintracciare il padre del piccolo che sarebbe fuori dall'Italia. I cellulari delle due nigeriane sono stati passati al vaglio per risalire ai contatti avuti negli ultimi giorni. E grazie ai nominativi sui loro telefoni, alla frontiera di Ventimiglia la Polfer ha bloccato su un treno un uomo di 34 anni, anche lui di origine nigeriana: sarebbe il 'santone' che ha praticato la circoncisione. Secondo la polizia, in compagnia di moglie e tre figli, stava scappando in Francia dopo aver saputo che il piccolo stava male e la situazione si stava complicando.

L'uomo oltre che di omicidio preterintenzionale, deve rispondere di esercizio abusivo della professione medica: sembra che praticasse abitualmente la circoncisione tra i bambini della comunità nigeriana i Genova.

Circoncisione, precedenti mortali

Non c'è solo il precedente di dieci giorni fa avvenuto in un appartamento di Scandiano, in provincia di Reggio Emilia. In quel caso, i genitori di origine ghanese, hanno detto di aver già praticato la stessa circoncisione rituale agli altri due figli e che sarebbe stato Dio a chiedere in sogno al padre di farla, in quanto passaggio necessario per aspirare all'aldilà. Dopo un altro caso, sempre nel bolognese e nella comunità ghanese, avvenuto nel 2018,una persona è stata iscritta sul registro degli indagati.

C'erano poi già stati i casi simili lo scorso dicembre del bambino di cinque mesi morto e di quello di sette anni rimasto ferito a Monterotondo alle porte di Roma, dopo l'intervento praticato loro da un sedicente medico libanese, poi arrestato.

I dati inerenti l'Italia raccontano che il fenomeno riguarda fino a 9 mila bambini ogni anno, il 99% delle circoncisioni avvengono su piccoli di pochi mesi, assecondando il credo religioso dei genitori, e il 35% di questi interventi sono fatti clandestinamente, o per esigenze di risparmio, o perché i genitori sono irregolari. Attraverso canali ufficiali, la spesa può variare dai 250 ai 400 euro rivolgendosi al Sistema sanitario nazionale, dai 2500 ai 4 mila euro in strutture private.

La ministra della Salute, Giulia Grillo, come già nel caso di Scandiano, è tornata a chiedere un protocollo per la sicurezza e salute dei bambini. Un provvedimento nazionale che garantisca la pratica a costi accessibili, potrebbe fermare le 2-3 mila operazioni clandestine effettuate ogni anno in Italia. Oltre ai bambini che muoiono, ci sono quelli che arrivano al pronto soccorso con malformazioni e infezioni che portano a danni permanenti.