L’hanno colta in flagrante, di sabato pomeriggio, al confine di Ventimiglia, mentre rientrava da una breve gita in Costa Azzurra, a Mentone.

A. R. Z., 62enne preside dell’Istituto professionale Marconi di Imperia e dell'Istituto Colombo di Sanremo, è stata immediatamente arrestata dai carabinieri, con l’accusa di peculato. Infatti era a bordo dell’automobile in dotazione alla sua struttura scolastica, una Toyota Corolla: insieme a lei c’era il compagno con cui tornava dalla visita in Francia. Ai carabinieri, che chiedevano giustificazioni per l’utilizzo di quella vettura per un’escursione che non sembrava collegata alla sua attività di dirigente scolastica la donna ha risposto che era nelle sue facoltà gestire in piena autonomia i beni dell’istituto e che non stava commettendo nessun abuso.

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Le indagini sono partite da una denuncia

Di tutt’altro avviso il pm che per circa un mese e mezzo ha coordinato le indagini sulla donna. Dopo aver eseguito diverse intercettazioni, pedinamenti e persino rilevamenti dei tragitti compiuti dalla macchina, attraverso il Gps, i carabinieri della stazione di Imperia si erano appostati per cogliere la preside sul fatto al ritorno dalla gita in Costa Azzurra. Nelle prossime ore è previsto l’interrogatorio davanti al Gip della donna, ora detenuta nel carcere di Pontedecimo a Genova, mentre la Toyota è finita sotto sequestro.

L’inchiesta sarebbe partita in seguito alle proteste dei colleghi, infastiditi dal fatto che quell’auto, inizialmente destinata a facilitare gli spostamenti di tutto il corpo docente e del personale amministrativo della donna, fosse utilizzata solamente dalla preside. Qualcuno è arrivato a fare una denuncia alle forze dell’ordine contro questa abitudine della dirigente, che avrebbe parcheggiato il mezzo sotto casa e e l'avrebbe utilizzato per recarsi a Torino o in Francia, sempre per motivi personali.

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Un arresto che sta facendo molto discutere

Ora la preside rischia dai quattro ai dieci anni di prigione per peculato. Invece, se le venisse riconosciuto il reato di peculato d’uso – come avviene di solito nel caso di utilizzo di una vettura di servizio – la pena scenderebbe ad un periodo di detenzione che va da sei mesi a sei anni. Tutta questa vicenda e, soprattutto, l’arresto della donna hanno fatto molto discutere: in tanti hanno criticato il ricorso alle manette per un simile reato, giudicandolo eccessivo.

Mentre altri, come Nella Ponte, capogruppo del Movimento Cinque Stelle al comune di Imperia, hanno commentato favorevolmente sui social il fermo della dirigente scolastica, sostenendo che utilizzare per fini privati l’automobile della Scuola non sia per nulla un comportamento di poco rilievo, anche dal punto di vista morale.