L'avanzata del generale Haftar su Tripoli non si arresta. L'uomo forte della Cirenaica fa scendere in campo gli esperti nei combattimenti casa per casa. Neanche il fronte del governo riconosciuto internazionalmente, guidato da Serraj, ha intenzione di arrendersi e continua il combattimento scagliando raid aerei contro le basi nemiche. Intanto, la guerra mette in fuga i civili e produce alcune tensioni nel dibattito politico internazionale.

Un mix di forze armate

La guerra in Libia continua. Il generale Haftar ha deciso di impiegare tutta la sua potenza militare, il suo esercito (Lna) è composto da un mix di truppe e milizie tra i quali, sostiene Tripoli, ci sarebbero anche ragazzi di 16 e 17 anni arruolati come mercenari. La denuncia dell'inserimento di minorenni nelle forze armate del generale arriva dal governo riconosciuto a livello internazionale di Fayez Serray, che sostiene che tra alcuni prigionieri avrebbe individuato anche dei ragazzini.

Nonostante le accuse infamanti, Haftar descrive il suo esercito come "regolare". E comunica la sua avanzata su Tripoli annunciando la presa di alcune località contese come la base aerea dell'Ain Zara, ovvero, il punto tracciabile finora più vicino al centro (12 km a sud-est); la base di Yarmuc (15 km a sud); e ancora quella ad Azizia (45 km a sud-ovest). Come il generale, anche il governo di Serraj fa affidamento su altri gruppi armati per difendere il suo territorio.

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Politica

Anche il suo esercito è composto da un raggruppamento di forze miste e coalizioni di milizie. A difesa del governo in carica di Serray c'è anche la potenza militare di Misurata, spesso definita "La Sparta di Libia" per la sua forza combattiva. E, addirittura, a difendere Tripoli dall'invasione del generale si sarebbero schierati anche alcuni residui dell'Isis. Inoltre è stato segnalato un drone d'appartenenza italiana, che sarebbe stato impiegato per spiare i movimenti delle truppe del generale, in favore delle forze filo Serraj, Ma quest'ultima comunicazione arriva dalle fonti di Haftar.

Vulcano di rabbia e Diluvio di dignità

Per la difesa della capitale Tripoli il governo Serraj si è mosso con un'azione aerea denominata Vulcano di rabbia, con la quale alcuni raid aerei hanno colpito una base nemica a Garian (80 km a sud di Tripoli). A riferirlo è il Libya Observer, che mostra immagini di colonne di fumo nero e commenta descrivendo l'azione come una "intensificazione dei raid aerei contro gli invasori orientali".

Dal canto suo Serraj, nell'incontro con i sindaci delle regioni alleate, commenta l'azione affermando: "Siamo a favore della pace, ma se siamo costretti siamo pronti a combattere e difendere il nostro popolo". Al Vulcano di rabbia Haftar ha contrapposto l'azione militare denominata Diluvio di dignità. Inoltre, il generale Haftar ha mobilitato le forze speciali Saiqa, ovvero, un commando di esperti nel combattimento casa per casa, composto da 3500 uomini. Questo commando militare fu impiegato anche per levare di mezzo i jihadisti dai palazzi di Bengasi, nel 2017, dopo tre anni e mezzo di scontri.

Voci che circolano, civili che partono

C'è sempre un alone di mistero sulle voci che circolano e che vedrebbero un appoggio del governo francese agli uomini di Haftar, anche se ovviamente Parigi smentisce. Il sospetto è quello di un invio di esperti in strategie militari francesi a Garian, in cui vi è la base aerea costruita appositamente per l'assalto alla capitale. Sospetti che servono l'ennesima battuta a Salvini su un piatto d'argento, in quanto il Vicepremier italiano ha asserito che "qualcuno sta gettando benzina sul fuoco della Libia". Intanto, il combattimento è ormai a 12 km da Piazza dei Martiri (zona centralissima di Tripoli) e ha già messo in fuga 4500 civili, per una media delle partenze che conta le 1000 persone al giorno.

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