Quella che arriva dalla provincia di Lecce, precisamente da un paese nel circondario di Galatina, è una storia davvero orribile, in quanto un bambino di soli tre anni, dal 2015 al 2017, avrebbe subito abusi in famiglia. Per questo sono indagati padre e zio, che dovranno rispondere di accuse gravissime, una su tutte quella di violenza. Ma non solo, perché in più di un'occasione i due avrebbero fotografato il bimbo completamente svestito, e per questo dovranno rispondere anche del possesso di materiale esplicito a luci rosse.

Una vicenda che fa davvero gelare il sangue. Il piccolo, se si opponeva alle sevizie in questione, veniva preso a pugni e calci, ma non solo: veniva anche bruciato con delle sigarette, e addirittura cosparso di liquidi corporei.

Avviso notificato a padre e zio

Per questo il Tribunale di Lecce, coordinato dalla procura del capoluogo di provincia salentino, ha emesso negli scorsi giorni la notifica di chiusura delle indagini al padre e ad uno zio del bambino, come detto in precedenza. Si precisa che tale notifica non rappresenta un verdetto di colpevolezza anticipato.

Le generalità della famiglia e anche della vittima non sono state diffuse per ovvi motivi di privacy, ed anche per la delicatezza di questa assurda vicenda, che ancora una volta vede coinvolto un minore. Il magistrato che ha coordinato le indagini è Maria Rosaria Micucci. L'inchiesta, molto lunga e delicata, ha portato gli inquirenti a reperire il materiale a luci rosse presente in uno dei cellulari degli indagati. Si tratterebbe, secondo le indiscrezioni che arrivano dal Palazzo di Giustizia, di quattro immagini piuttosto esplicite. La vittima di tali abusi oggi ha sette anni, a presentare la denuncia di quanto avvenuto sarebbe stata la mamma del bimbo.

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Cronaca Nera

Padre e madre del bimbo erano separati

Secondo quanto riporta la testata giornalistica locale online, Lecce Prima, il padre e la madre del bambino erano separati, e per questo di tanto in tanto il piccolo si recava dai nonni. Le presunte violenze sarebbero avvenute proprio in casa dei nonni, oppure in un casolare vicino, sempre di proprietà della famiglia. La mamma del bimbo avrebbe inoltre presentato ai carabinieri dei file audio in cui il bimbo raccontava di aver subito le torture in questione.

Adesso gli indagati dovranno affrettarsi a presentarsi davanti ai giudici per rilasciare la loro versione dei fatti, in alternativa potranno produrre delle memorie difensive attraverso i propri legali. Sicuramente su questa assurda vicenda ci saranno aggiornamenti nei prossimi giorni, o al massimo nelle prossime settimane. Madre e figlio intanto avrebbero lasciato il Salento.

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