Un fiume di persone questa mattina ha invaso le strade di Manduria, la città tarantina travolta da un vero e proprio "tsunami mediatico" dopo la morte del pensionato 66enne Antonio Cosimo Stano, brutalmente picchiato e torturato nella sua abitazione in via San Gregorio Magno.

Il paese è ancora fortemente provato da quanto avvenuto, anche perché gli stessi manduriani sono finiti nell'occhio del ciclone, accusati di essere sempre stati a conoscenza delle violenze subite dalla vittima e di non aver mai fatto nulla per evitare si verificasse la tragedia.

Oggi alla Marcia per la Civiltà c'erano oltre tremila le persone: la manifestazione è stata organizzata proprio per sensibilizzare tutti su quanto accaduto e per fare in modo che episodi di questo genere non si ripetano mai più. "Si è sempre responsabili di quello che non si è saputo evitare", "Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo"; così recitavano alcune frasi mostrate sugli striscioni esposti durante l'evento.

Fiori dinanzi alla casa di Stano

Il lungo corteo pacifico che si è snodato per le vie di Manduria ha avuto come tappa anche la casa della vittima, dove sono stati depositati tantissimi fiori. I presenti erano visibilmente commossi: ancora oggi in città, ma anche nel resto d'Italia, ci si chiede come sia stato possibile che possa essersi consumata una tragedia di questo genere.

Stando ad un video risalente al 2012, diffuso in questi giorni dai media pugliesi, pare che i 14 ragazzini da diversi anni perseguitassero Stano. Attualmente otto di questi giovani sono in carcere: si tratta di due maggiorenni e sei minorenni, sui quali pendono le pesanti accuse di tortura con l'aggravante della crudeltà, sequestro di persona, violazione di domicilio e danneggiamento.

Pare che la baby gang avesse la terribile abitudine di filmare le violenze inflitte all'anziano, diffondendo i video su WhatsApp. Proprio la fidanzata di uno dei ragazzi, nelle scorse settimane, si è presentata spontaneamente al commissariato di Manduria insieme alla madre per rivelare di aver riconosciuto il suo partner in un filmato.

Gli inquirenti non hanno negato che, se le accuse verranno confermate, avranno la "mano pesante" nei confronti dei responsabili. Ma la vicenda potrebbe non essere ancora finita, giacché oltre alle 14 persone finite sotto inchiesta prossimamente ce ne potrebbero essere anche delle altre.

I vicini e il parroco dell'oratorio confinante con la casa di Stano il 5 aprile scorso presentarono una denuncia alla polizia: il giorno dopo l'uomo fu trovato legato ad una sedia e in condizioni precarie nel suo appartamento, e il 23 aprile è morto presso l'ospedale locale.

Aumentano le denunce in Puglia

Il caso di Antonio Stano - che ha fortemente indignato l'opinione pubblica - ha portato alcuni comuni della zona a verificare la situazione degli anziani nel proprio territorio.

E così a Mesagne, nel brindisino, i servizi sociali del comune hanno scoperto di recente che un disabile di 74 anni veniva schernito sul web, in particolare su Facebook, dove alcune persone, di cui ovviamente non si conoscono le generalità, avevano anche aperto delle pagine incentrate sull'anziano, dove avrebbero pubblicato dei video che lo mostravano mentre veniva sottoposto a pesanti insulti. Il materiale è stato prontamente rimosso dal web.

A Bari, invece, un signore di 90 anni avrebbe subito violenze da un 51enne ora finito agli arresti domiciliari con le accuse di stalking e lesioni.