Gli esiti dell'autopsia praticata sul corpo del piccolo Leonardo non lasciano dubbi: il bambino di venti mesi residente a Novara con la madre e il compagno di lei è morto per omicidio.

Le parole del procuratore capo

Questa mattina, 25 maggio 2019, il procuratore capo Marilinda Mineccia ha resi noti, attraverso una conferenza stampa, gli esiti dell'autopsia: "Un corpo martoriato da lesioni multiple. È un omicidio avvenuto in un quadro di maltrattamenti pregressi" ha affermato la donna.

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È dunque certa la causa della morte del bambino, deceduto giovedì pomeriggio presso l'ospedale Maggiore di Novara, dove era stato trasportato per una caduta dal lettino (così aveva giustificato l'accaduto la madre).

Le indagini procedono

Secondo l'autopsia, a provocare la morte di Leonardo è stato un colpo inferto violentemente all'addome. La conseguenza del gesto è stata un'emorragia al fegato che ha causato la morte in meno di mezz'ora. Tutto questo era decisamente incompatibile con la caduta dal lettino dichiarata dalla madre e dal compagno.

Il colpo fatale, infatti, sembra più la conseguenza di un calpestamento o una compressione. Il bimbo, inoltre, aveva il corpicino ricoperto da lesioni ed evidenti segni di violenza.

Ieri notte è stato disposto il fermo per la madre del bambino e per il suo compagno, principali sospettati. L'accusa a loro carico è di omicidio volontario pluriaggravato. Le analisi, inoltre, hanno stabilito con certezza che Nicolas Musi, il compagno della mamma, aveva fatto assunzione di cocaina.

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Nel primo interrogatorio, i due si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Erano sospettati sin dalle prime ore, quando in ospedale i segni di violenza erano già evidenti ed avevano portato la polizia ad acquisire le cartelle cliniche. L'uomo a quel punto ha perso il controllo e si è accanito contro una porta della struttura e contro il personale sanitario.

La mamma di Leonardo, invece, Gaia Russo, ha accusato un malore. Ad affermare la versione della caduta dal lettino era stata proprio lei che, probabilmente per coprire il nuovo compagno, aveva pensato di mentire ai soccorritori del 118.

Quando hanno tentato di rianimarlo, le condizioni del piccolo Leonardo erano già disperate ed è morto poco tempo dopo il suo arrivo in ospedale.

Le indagini sono scattate immediatamente, coordinate dal pm Ciro Caramore.

L'uomo era già noto alle forze dell'ordine

Nicolas Musi, 23 anni, era già conosciuto dalle forze dell'ordine per diversi episodi di lesioni, maltrattamenti e violenza sessuale. A Biella, dove era residente, c'era una richiesta di sorveglianza speciale nei confronti dell'uomo.

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Il bambino era già stato in ospedale nell'aprile scorso: i due avevano dichiarato che era stato morso da un cane.

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