La Guardia Costiera di Brindisi, nell'ambito dell'operazione "Mare Sicuro", nella giornata di ieri ha denunciato alcuni bagnanti colti in flagranza di reato mentre si apprestavano ad oltrepassare i sigilli di sequestro in località Apani, alle porte della riserva naturale dello Stato di Torre Guaceto.
Infatti, negli scorsi mesi, un tratto antistante ad un noto lido della costa Nord brindisina fu posto sotto sequestro poiché le autorità ritennero che vi fossero state costruite delle opere del tutto abusive. Per dovere di cronaca dobbiamo precisare che il lido vicino all'area sequestrata non è oggetto di provvedimenti da parte dell'autorità giudiziaria.
Nonostante questo particolare, la spiaggia libera e il lido sono distanti una cinquantina di metri, e proprio in quest'area, delimitata con appositi nastri e segnali non si può transitare per nessuna ragione.
Ieri i bagnanti, ignari forse del pericolo che potevano correre, hanno attraversato di getto l'area e sono stati fermati dai militari della Guardia Costiera.
Volevano raggiungere la spiaggia
I soggetti hanno provato a spiegare ai guardiacoste che volevano soltanto raggiungere la vicina spiaggia libera, ma i militari non hanno potuto far altro che far scattare nei loro confronti una denuncia, in base a quanto stabilito dal codice penale, che in questi casi prevede anche un'ammenda da 103 fino ad un massimo di 1.032 euro e la reclusione dai tre ai sei mesi.
Violare infatti un'area sottoposta ad un provvedimento emesso dall'autorità giudiziaria è un reato a tutti gli effetti, e in taluni casi anche abbastanza grave. Nell'area in questione non si può accedere proprio al fine di tutelare l'integrità delle cose sottoposte a vincolo.
Gli indagati sono a piede libero
Per le persone denunciate comunque l'Autorità Giudiziaria non ha emesso nessuna misura cautelare, almeno per il momento. Sono stati infatti rilasciati tutti a piede libero, ma adesso potranno sicuramente incorrere nelle sanzioni previste dall'articolo 349 del codice penale, che come detto stabilisce le disposizioni in materia di zone sottoposte a sequestro preventivo. La Guardia Costiera è impegnata infatti su tutto il territorio nazionale, proprio per tutelare i bagnanti e i diportisti, ma anche per far rispettare le leggi sul litorale, come è accaduto appunto ieri ad Apani.
Uno dei cartelli apposti nell'area in questione recita chiaramente tutte queste disposizioni, informando che "il presente cartello vale come sigillo". Sicuramente nei prossimi giorni ci saranno ulteriori aggiornamenti su questo episodio, non è escluso che la posizione degli indagati venga vagliata ulteriormente.