Emergono nuovi particolari sul dramma di Collepasso, piccolo centro del leccese, dove mercoledì scorso, Vittorio Leo, 48enne e stimato agente immobiliare, al culmine dell'ennesima lite con il padre Antonio ha ucciso quest'ultimo. Le modalità del delitto sono davvero agghiaccianti, in quanto il soggetto avrebbe lanciato addosso all'89enne, questa l'età della vittima, dell'alcol per poi diventare una torcia umana. Secondo quanto riferito dal figlio durante l'interrogatorio di garanzia davanti al giudice Giovanni Gallo, lo stesso non voleva uccidere il papà.
Ma alcune cose non tornano, e infatti l'anziano è stato trovato con varie bruciature alla testa e al collo, nonché addirittura alcuni capelli risultano essere stati colpiti dalle fiamme. Questo particolare l'omicida non sa spiegarlo con precisione. Per questo il pm, anche alla luce di quanto emerso nei momenti successivi al delitto, non esclude l'ipotesi che l'anziano Antonio Leo possa essere stato ucciso direttamente in bagno: per appiccare il rogo letale l'uomo potrebbe aver usato un accendino.
Si attende l'autopsia
Adesso si attende l'esame autoptico sul corpo esanime della vittima. Tale procedura potrebbe avvenire subito dopo questo weekend, precisamente lunedì prossimo. Solo dopo tutti gli accertamenti del caso si potrà stabilire come sia morto l'anziano, e quindi sapere anche se sia stato ucciso proprio dove è stato trovato dai carabinieri.
Ci sono poi altri particolari da chiarire, in quanto, quando Vittorio ha chiamato i militari, quattro ore dopo aver compiuto il misfatto, avrebbe pronunciato testuali parole una volta che gli agenti arrivarono a casa sua: "Comandante salite in casa, mio padre è morto, venite a vedere cosa ho fatto" - questo più o meno avrebbe detto agli inquirenti, aggiungendo poi subito dopo un'altra frase, che per chi indaga è piuttosto significativa. "Oggi non ce l’ho fatta più, prima abbiamo litigato, poi ho preso una bottiglia dell’alcol e poi ho acceso con la fiamma, e poi non mi ricordo più“ - così avrebbe concluso Vittorio la prima conversazione con i carabinieri. Tutti questi elementi adesso sono al vaglio degli inquirenti, che ritengono il tutto non frutto di un incidente, ma di un ben precisa volontà del soggetto di mettere fine alla vita del padre.
Umiliazioni continue
Vittorio ha anche raccontato ai militari di come suo padre lo rimproverasse sempre, facendolo sentire quasi un fallito. Il 48enne infatti, in passato, frequentava un corso di laurea in ingegneria, ma poi aveva lasciato gli studi per dedicarsi alla sua professione di agente immobiliare, in cui ha avuto numerosi successi. Proprio Antonio gli avrebbe rinfacciato spesso di non aver mai conseguito la laurea, e questo al figlio non andava proprio giù. A questa situazione conflittuale con il padre, recentemente poi si era aggiunta quella con sua sorella, con la quale litigava spesso per questioni legate alla custodia dell'anziano e all'eredità. Il giudice Gallo definisce quello che è successo solo con una parola: agghiacciante.