Come nella Bibbia, l'antico flagello si ripete. Un'invasione di cavallette sta funestando la Sardegna. L'epicentro dell'impressionante offensiva è nel nuorese: da maggio, quando il problema è affiorato nella sua devastante gravità, già circa 2.500 ettari di terreno sono stati distrutti, resi irriconoscibili dalla presenza dei voraci insetti che mangiano tutto ciò che trovano al loro passaggio sui campi.

Ottana, Bolotana, Orani e Orotelli sono i comuni più colpiti della provincia di Nuoro, con aziende agricole e zootecniche in ginocchio che chiedono aiuto alle istituzioni: il danno economico, secondo Coldiretti che ha lanciato l'allarme, è enorme. "Siamo sul lastrico", gridano allevatori e contadini: finora sono 20 le imprese colpite da danni incalcolabili, ma il numero è destinato a crescere.

Come se non bastasse, in un'altra zona dell'isola, nella provincia di Oristano, un'invasione di corvi e cornacchie sta devastando i raccolti.

Tutto questo in un quadro generale non meno allarmante: una moltitudine di api nel centro di Bologna e sciami di cimici marmorate asiatiche nelle campagne e città del Nord Italia a causa del gran caldo. Dalla Bbc al New York Times, dal New Zealand Herald a Le Figaro, la notizia di grande impatto ha fatto il giro del mondo.

Tappeti di cavallette e invasioni di corvi e cornacchie

Nelle campagne del nuorese, al posto del suolo c'è un tappeto di cavallette che avanzano e si riproducono per ettari.

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Ambiente

Le aziende agricole "attaccate" dagli insetti si trovano ora senza pascoli e pure con edifici, cortili e case coloniche invasi. Sono state pure divorate dagli insetti le provviste di foraggio che in autunno avrebbero dovuto alimentare il bestiame, mucche e pecore. A questo punto, secondo gli esperti dell'Università di Sassari, si può fare ben poco, eccetto arare i terreni incolti per distruggere le uova deposte e bloccare la riproduzione delle locuste.

Leonardo Salis, presidente di Coldiretti Nuoro Ogliastra, accorso in aiuto di allevatori e contadini, ha detto che la conta dei danni si potrà fare solo ad agosto quando gli insetti nati in aprile, al termine del loro ciclo biologico moriranno. Per Salis, questa calamità naturale, favorita dagli eventi meteorologici e dai cambiamenti ambientali, ha dato il colpo di grazia a una terra che è sempre in emergenza.

L'invasione di cavallette, a parte il clima impazzito tra siccità e forti alluvioni, denuncia un fenomeno grave e preoccupante: la sempre maggiore presenza di terreni incolti dovuti all'abbandono delle campagne per effetto della crisi economica. L'assessore regionale all'Agricoltura, Gabriella Murgia, ha annunciato interventi immediati per aiutare gli agricoltori sardi, mentre il deputato di Fratelli d'Italia Salvatore Deidda ha manifestato l'intenzione di portare l'emergenza all'attenzione di Governo e Parlamento, richiedendo lo stato di calamità per territori in sofferenza, specie dopo eventi sconvolgenti per l'economia locale come il crollo del prezzo del latte.

Intanto Coldiretti ha fatto scattare l'allerta anche nell'oristanese per un'invasione di corvi e cornacchie che stanno devastando le coltivazioni primaverili ed estive. In questo caso, però, il pericolo sarebbe stato annunciato da parecchio tempo, ma non sarebbe stata messa in atto nessuna azione utile per contrastare distruttive incursioni della fauna selvatica.

L'esperto, invasione grave ma circoscritta

Secondo Ignazio Floris, entomologo della facoltà di Agraria dell'Università di Sassari, l'invasione è grave ma fortunatamente circoscritta, non estesa su larga scala come nella Sardegna del dopoguerra. Grazie all'introduzione di antagonisti naturali, insetti "nemici" che impediscono la propagazione delle cavallette crociate o locuste del Marocco, il flagello è limitato e non si abbatte su centinaia di migliaia di ettari dell'isola come accaduto nei secoli scorsi.

"Vedere tappeti di cavallette nei territori dei quattro paesi colpiti fa impressione: ora c'è la manifestazione più eclatante con lo stadio adulto dell'insetto e si può fare ben poco per arginare il fenomeno", ha detto lo studioso. Sarà importante, a primavera 2020, agire con prodotti mirati, approvati dal Ministero della Salute, per evitare una nuova invasione.

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