Quello presentato dall'associazione Rete L'abuso nei confronti della Diocesi di Savona - Noli è un conto davvero salatissimo. Infatti Rete L'abuso chiede ben 5 milioni di euro di risarcimento a favore di tutte le vittime che, all'interno delle parrocchie gestite dalla stessa Diocesi, hanno subito abusi di naturale sessuale da parte dei sacerdoti.

Come si ricorderà, nel 2012, don Nello Giraudo venne condannato proprio per il reato di pedofilia. Tra le sue vittime ci sarebbe stato anche lo stesso presidente dell'associazione in questione, ovvero Francesco Zanardi, che da sempre si batte per difendere chi è stato vittima di abusi all'interno delle mura ecclesiastiche.

Nonostante recentemente ci sia stato un importante summit mondiale sull'argomento in Vaticano, le vittime di abusi all'interno della Chiesa Cattolica non sono affatto soddisfatte di come siano andate le cose, e per questo continueranno a chiedere giustizia.

La Chiesa non tutelerebbe le vittime

Secondo quanto riporta il quotidiano La Stampa, già all'epoca dei fatti il gip di Savona, Fiorenza Giorgi, mise in evidenza il fatto che le autorità ecclesiastiche locali non avrebbero mai denunciato i sacerdoti che si macchiavano di tali reati, anzi, i vescovi sapevano che cosa stava succedendo ma avrebbero soprasseduto. Infatti, si legge ancora nel provvedimento di archiviazione emesso dalla stessa Giorgi, la preoccupazione principale della Curia era quella di tutelare esclusivamente la propria immagine, disinteressandosi della salute psichica delle vittime che avevano denunciato gli abusi del presunto prete pedofilo.

Quello della pedofilia nella Chiesa è purtroppo un argomento di grande attualità, divenuto un vero e proprio tsunami mediatico e giudiziario dopo l'inchiesta del quotidiano statunitense Boston Globe nel 2002.

Francesco Zanardi: 'Accordi impossibili con la Diocesi'

Lo stesso presidente di Rete L'abuso è intervenuto in prima persona sulla vicenda, rilasciando ai media locali e nazionali alcune dichiarazioni. Zanardi ha riferito che ad oggi un accordo con la Diocesi pare davvero impossibile, nonostante si sia cercato un dialogo. Per questo oggi si riparte dalla causa civile, e la prima udienza della stessa è fissata per il 15 novembre prossimo. L'istanza è stata depositata circa due giorni fa dagli avvocati Elena Peruzzini e Francesca Rosso.

Sicuramente nei prossimi mesi si potranno conoscere ulteriori sviluppi di questa vicenda.

Intanto l'associazione Rete L'abuso continua a fare il proprio lavoro, le cause nei confronti di sacerdoti ritenuti pedofili sono davvero moltissime, e quasi tutte, ad oggi, aspettano una soluzione.