Paolo Finocchiaro, di 64 anni, era scomparso ieri 29 luglio nelle acque del porto di Catania, dove intorno alle ore 17:00 si era recato per una battuta di pesca. Non era la prima volta che si immergeva in quella zona, quella del lato est del porto del capoluogo etneo. Purtroppo, per cause tutt'ora in corso di accertamento, pare che il subacqueo abbia avuto dei problemi a risalire in superficie, in quanto in mare c'erano delle onde molto alte, alimentate anche dal vento di grecale. I famigliari nella serata di ieri avevano dato l'allarme per la sua scomparsa, poi stamattina il tragico epilogo: il sub è stato trovato senza vita sott'acqua, proprio nel punto in cui doveva risalire.

La scoperta fatta da un suo amico

Le ricerche del disperso sono ricominciate nella mattinata odierna, e oltre al personale della Capitaneria di Porto, intervenuta con l'unità CP888, alle ricerche hanno preso parte anche alcuni subacquei volontari. Proprio uno di loro, che conosceva benissimo la vittima in quanto era suo amico, ha rintracciato Finocchiaro a oltre dieci metri di profondità. La salma, recuperata dalle autorità, è stata quindi trasportata presso il molo catanese, e adesso verrà sottoposta ai relativi accertamenti, come da prassi in questi casi. L'uomo stava facendo una battuta di pesca in apnea. I sub lo hanno trovato incastrato tra gli scogli. La vittima era molto conosciuta nel comune capoluogo di provincia, soprattutto nel mondo della subacquea: era infatti un esperto del settore.

Ieri sera pare che sua figlia avesse lanciato un accorato appello sui social in quanto tutti erano preoccupati per la sorte del 64enne, visto che in serata non era rientrato a casa, stando a quanto riporta la testata giornalistica online Fanpage.

Ricerche anche da terra

Paolo è stato cercato incessantemente dai soccorsi sia via terra che via mare. Fino a questa mattina di lui non si aveva nessuna traccia, anche se sin da ieri la zona del porto è stata battuta con le lampadine e la cellula fotoelettrica in dotazione ai Vigili del Fuoco, i quali hanno partecipato anch'essi alle operazioni di soccorso. Proprio nella giornata di ieri, dal Salento, e precisamente da Porto Cesareo, è arrivata la tragica notizia del ritrovamento del 18enne Matteo Ubaldi, il turista che si trovava in vacanza in Puglia con la sua famiglia.

Il giovane domenica pomeriggio decise di fare un bagno nelle acque, abbastanza agitate, di fronte al lido "Le Dune". La forte corrente lo avrebbe trascinato al largo: il suo corpo esanime è stato trovato dai bagnini dello stesso stabilimento balneare. Ubaldi era originario di Spoleto: anche in Umbria la notizia del suo decesso si è sparsa immediatamente, destando un grosso dispiacere tra gli abitanti.