Continua a far parlare di se la comandante tedesca dalla nave della Ong Sea Watch 3, Carola Rackete, che nelle scorse settimane ha salvato ben 42 migranti al largo delle coste della Libia. La donna è divenuta nota in tutto il mondo per aver disobbedito alle leggi italiane, forzando il blocco imposto dal ministro dell'Interno Matteo Salvini in materia di immigrazione e entrando così nel porto di Lampedusa. Dalle autorità nostrane quello della Rackete è stato definito a dir poco un brutto gesto, ma da tantissime parti alla capitana sono arrivati tantissimi attestati di stima.
Nelle scorse ore, lo scrittore e Premio Nobel per la letteratura peruviano, naturalizzato spagnolo, Mario Vargas Llosa, in un'intervista sul quotidiano spagnolo El Pais, ha proposto di candidare la Rackete al Nobel per la Pace.
Vargas Llosa: 'Quando le leggi sono disumane bisogna disobbedire'
Non ha dubbi lo scrittore sulla candidatura della Rackete al prestigioso premio. Secondo Llosa infatti, Carola ha agito in questa maniera perché le attuali leggi sull'immigrazione, nel nostro Paese, sarebbero disumane. "Quando le leggi sono disumane, è un dovere morale disobbedire" - ha detto Vargas sulle pagine del noto quotidiano spagnolo. Quelle varate dal Viminale sarebbero infatti delle regole che andrebbero anche contro i trattati internazionali, che impongono di salvare vite umane in mare quando queste sono in pericolo.
Ricordiamo, per dovere di cronaca, che la comandante della Sea Watch 3 è stata assolta dall'accusa di aver favorito l'immigrazione clandestina proprio dalla Procura di Agrigento, la quale ha riconosciuto che Carola ha forzato il blocco soltanto perché voleva salvare davvero la vita a quelle persone, che lei stessa aveva recuperato in mare. I migranti per oltre due settimane hanno atteso invano di entrare in un porto sicuro.
Sradicare i pregiudizi
Mario Vargas Llosa, poi, nell'intervista avvisa tutti i cittadini europei che bisogna uscire dai pregiudizi che ci sono contro gli immigrati, in quanto l'Europa avrebbe proprio bisogno di migranti per coprire gli elevati standard di vita. Per lo scrittore l'integrazione rimane l'unica via possibile per una pacifica convivenza.
Secondo Llosa dobbiamo affrontare i vari "Matteo Salvini dei nostri giorni", questo perché la politica attuale starebbe sfociando lentamente nel nazionalismo. Proprio il leader della Lega, sempre secondo l'intervistato, è agli antipodi della tradizione Occidentale democratica. Lo scrittore, sempre dalle pagine di El Pais, dichiara che non sarà l'unico a chiedere, quando sarà il momento, di candidare Carola al Nobel per la Pace.