All'indomani dell'accoltellamento mortale del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, la prima notizia circolata era di un carabiniere ucciso da un nordafricano dopo che una donna era stata scippata. E' la prima 'stranezza' di un caso ingarbugliato in cui le domande irrisolte aumentano.

Un secondo coltello e tracce di sangue: li hanno scoperti i carabinieri del Ris dopo aver fatto a Roma nuovi sopralluoghi nella camera 109 dell'hotel Le Meridien Visconti, quartiere Prati, dove alloggiavano Finnegan Lee Elder e Gabriel Natale Hjorth, i due americani accusati dell'omicidio di Rega.

Nuovi accertamenti dei Ris nella camera d'albergo

I Ris sono tornati a fare accertamenti irripetibili nella stanza dell'albergo dove il 26 luglio furono fermati Finnegan Lee Elder e Gabriel Natale Hjorth. Nel controsoffitto dove era stato rinvenuto il pugnale con lama di 18 centimetri che ha ucciso il carabiniere, sono state trovate tracce di sangue. Sul pannello rimosso per nascondere il 'Ka-Bar trench knife', sono state trovate anche impronte che potrebbero fare la differenza.

Il padre di Gabriel Natale Hjorth ha più volte detto che il figlio non sapeva che Finnegan Lee Elder avesse una lama. Ma se le impronte fossero del ragazzo italoamericano, la sua posizione si complicherebbe. In quella stanza è stato trovato anche un secondo coltello che non risulta essere stato utilizzato, ma sarà analizzato.

Il ritrovamento pone altre domande: i coltelli sono stati portati dagli Usa? Perché in Italia con due armi bianche? Invece il pugnale militare con cui è stato ucciso Cerciello, è stato lavato, probabilmente per cancellare le impronte prima di nasconderlo. Tra le decine di reperti catalogati dai Ris, oltre a varie tracce di sangue su oggetti e indumenti nella stanza, un'ampia traccia ematica è stata trovata sul lenzuolo sopra il letto: forse i due ragazzi hanno appoggiato lì il coltello insanguinato prima di decidere dove nasconderlo. L'analisi di questi e altri reperti, richiederà 60 giorni di tempo, ma non è escluso che dai laboratori dei Ris si possa avere qualche riscontro già tra qualche settimana.

Se convalidate, le prove confermerebbero le tesi della Procura, anche sul concorso in omicidio di Natale Hjort.

Tra gli esami irripetibili, decisivi quelli degli indumenti di Cerciello Rega per capire se Finnegan che non ha rinnovato la confessione davanti al gip, si sia accanito sul militare quando era già a terra, oppure se i due hanno lottato in piedi. "Il lavoro certosino dei Ris sarà estremamente utile a processo", ha dichiarato Massimo Ferrandino, avvocato di Rosa Maria Esilio, vedova del vicebrigadiere.

Tutti i punti oscuri del caso, le risposte che mancano

Ci sono nuove immagini delle telecamere della zona che potrebbero fornire elementi importanti per ricostruire i movimenti dei due ragazzi americani la notte tra il 25 e il 26 luglio, prima e dopo l'accoltellamento: i difensori di Finnegan hanno chiesto alla Procura l'acquisizione di tutti i video.

Purtroppo però, resta il buio sul momento della colluttazione tra i carabinieri e i ragazzi: non ci sarebbero state telecamere di sorveglianza funzionanti nel punto dove è avvenuto l'omicidio. Un elemento su cui fa leva il consulente legale americano di Finnegan, Craig Peters, che nei giorni scorsi ha parlato di troppe lacune nelle indagini e di ricostruzione frammentaria di quanto avvenuto quella notte. Peters ha detto che non sono state ancora date risposte a molte domande. Le stesse a cui i magistrati, coordinati dal procuratore Giuseppe Prestipino, stanno cercando di dare una risposta per fare chiarezza sull'assurda morte del sottufficiale.

Come mai Sergio Brugiatelli, mediatore tra i pusher e gli americani, l'uomo che accompagna i ragazzi a rifornirsi di droga dopo aver scoperto che gli hanno rubato il borsello, chiama i carabinieri?

I militari gli dicono di sporgere denuncia la mattina dopo: perché lui, invece, comincia a chiamare al suo telefonino per trattare la restituzione dello zaino? E cosa contiene? Dall'elenco inserito dal giudice nell'ordinanza di custodia cautelare, risultano un cellulare Nokia, il codice fiscale, la carta d'identità, chiavi e portafoglio con 30 euro, una radiolina, camera d'aria per bici, pompa per gonfiare gomme. Ma poi c'è un 'omissis'. E perché i militari lo aiutano a recuperarlo?

Perché alle 2 e 10, la centrale operativa chiama i due carabinieri Cerciello e Varriale, in servizio secondo quanto confermato dall'Arma, informandoli sul tentativo d'estorsione di cui però Varriale era già a conoscenza da un'ora?

Perché i due, in borghese, vanno all'appuntamento da soli, lasciando Brugiatelli accanto all'auto 'civile'? Perché il vicebrigadiere è senza pistola d'ordinanza? Per gli ultimi minuti, c'è solo il racconto di Varriale che parla di aggressione immediata da parte dei due americani con rapidità e violenza tale che lui nulla può fare per salvare il collega.