È Giallo in Valsassina. Nei boschi di Parlasco, piccolo centro montano in provincia di Lecco, è stato rinvenuto i resti - in avanzato stato di decomposizione - di un corpo umano. Ancora non si è provveduto ad identificare il cadavere (quasi certamente appartenente ad una persona di sesso maschile) e, nonostante al momento, non vi siano riscontri, gli inquirenti hanno azzardato che si possa trattare di Pio Mainetti, skyrunner 63enne scomparso da quasi quattro mesi durante una corsa in montagna.

Il ritrovamento del corpo

Nella tarda mattinata di ieri, lunedì 2 settembre, un giovane della zona uscito a cercare funghi nei boschi sopra Parlasco, si è imbattuto in un cadavere.

Subito ha avvertito le forze dell'ordine e sul posto sono intervenuti i carabinieri del comando provinciale di Lecco. Come hanno spiegato gli inquirenti, il corpo si presenta in stato di decomposizione avanzata ed è rimasto per mesi esposto alle intemperie, agli agenti atmosferici e agli animali selvatici.

Dopo i rilievi effettuati dagli uomini della sezione scientifica, i resti sono stati trasferiti presso la camera mortuaria dell'ospedale di Lecco. Nei prossimi giorni verranno sottoposti ai necessari accertamenti volti a stabilire l'identità dell'uomo e a ricostruire le cause della morte. Per il momento, considerato che il corpo è stato rinvenuto in un'area boschiva montana alquanto impervia, raggiungibile solo dopo una camminata lunga un paio d'ore, gli investigatori sono propensi a pensare che l'uomo sia rimasto vittima di un malore o di un tragico incidente.

Potrebbe essere Pio Mainetti, skyrunner scomparso a maggio

Sebbene ancora non vi siano riscontri concreti, gli inquirenti, hanno ipotizzato che i resti rinvenuti casualmente ieri possano appartenere a Pio Mainetti, esperto skyrunner 63enne residente a Perledo (piccolo abitato adagiato sulla sponda orientale del Lago di Como). L'uomo lo scorso 14 maggio era uscito per la sua solita sessione di allenamento proprio in quell'area, ma non era più rientrato. I familiari, quello stesso pomeriggio, non vedendolo rientrare avevano cercato di contattarlo telefonicamente e poi avevano presentato denuncia di scomparsa facendo subito partire la macchina dei soccorsi.

Per giorni e giorni una task force composta da carabinieri, protezione civile, vigili del fuoco (con unità cinofile), Soccorso Alpino della Guardia di Finanza e uomini del nucleo Speleologico della Stazione di Valsassina e Valvarrone avevano battuto in lungo ed in largo i boschi ed i sentieri sopra Parlasco fino al monte San Defendente. Le operazioni, come da protocollo, erano state supervisionate dal Cnsas e avevano coinvolto anche esperti Cor (coordinatori di ricerca) e Ter (tecnici di ricerca), ma non avevano dato alcun esito.