Il 21 e 22 agosto del 1972 è una data passata alla storia, furono ritrovate le più belle statue di bronzo dell’età classica. Il rinvenimento avvenne in Calabria, a Riace ed oggi le statue si trovano nel museo nazionale di Reggio Calabria e ricevono ogni anno centinaia di migliaia di visitatori, provenienti da tutto il mondo per apprezzare questi due splendidi esemplari della scuola greca.

Le statue furono ritrovate dal giovane Stefano Mariottini, sommozzatore romano.

Erano due, forse. Non è un refuso quello che leggete. In un servizio de Le Iene a cura di Antonino Monteleone si afferma che nei giorni di agosto fu messa in campo una vera e propria sceneggiata. I bronzi erano stati trovati poco prima, ma non erano due, ma "erano un gruppo di statue" con elmi, scudi e con lance così come riportava il verbale del ritrovamento redatto in quei giorni. Secondo quanto sta trapelando, anche da mezze ammissioni di chi era presente quei giorni, le altre statue - di sicuro almeno un’altra - furono trafugate e vendute, unitamente agli elmi e ad altro materiale che era stato rivenuto sui fondali di Riace.

Mariottini avvisò il ministero, segnalando il punto dove rivenire i reperti. I sommozzatori dello Stato, nel punto indicato ritrovarono solo due statue. Mariottini per la segnalazione e il ritrovamento dei bronzi incassò anche un ingente compenso dallo Stato.

Il servizio delle Iene

Il servizio dell'inviato delle Iene è stato ostacolato dagli attuali gestori della spiaggia di Riace che si trova di fronte ai fondali dove furono ritrovati i bronzi.

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Calabria

Nel servizio si evince anche che il fondale dove giacevano le statue prese in carico da parte dei sommozzatori dei Carabinieri, era stato manomesso. Mariottini aveva dichiarato nella segnalazione di aver avvistato i reperti in una posizione supina, mentre il verbale dei Carabinieri parla di ritrovamento di statue in una posizione "decupito prona".

Un patrimonio culturale saccheggiato nei secoli

Il servizio delle Iene mette in luce l'ennesimo caso di furto del patrimonio, culturale e materiale che Italia ha dovuto subire: ma in questo caso anche un clamoroso caso di messa in scena che dura da più di 45 anni.

Le inchieste delle Iene a tutela del patrimonio culturale italiano

Il giornalista delle Iene, Antonino Monteleone, ha scoperchiato un vaso di Pandora che potrebbe portare alla luce verità clamorose. Al netto delle responsabilità di ognuno, è il caso che un patrimonio dell’umanità come quello dei reperti di età classica, torni nelle disponibilità dei suoi legittimi proprietari, tutti gli italiani e tutte le persone che le volessero ammirare nella loro location naturale, il museo nazionale di Reggio Calabria.

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