Brutta tegola su Tim, il massimo gestore delle telecomunicazioni in Italia, che nelle scorse ore ha ricevuto una multa salatissima da parte del Garante per la Privacy che ammonta a 27,802,946 euro. Le autorità contestano al gestore numerose chiamate indesiderate a fini promozionali finite sotto la lente di ingrandimento negli scorsi mesi allo stesso Garante. Le violazioni poste in essere dalla società avrebbero riguardato milioni di persone e, in alcuni casi, si è giunti al limite del paradossale: un cliente, infatti, ha denunciato di essere stato chiamato circa 155 volte in un mese.
Chiamate effettuate a volte senza consenso
Secondo quanto riferisce il quotidiano 'Repubblica' sulle sue pagine online, le chiamate sarebbero state effettuate soprattutto su numeri di telefonia mobile, alcune volte addirittura senza il consenso dei clienti. Sarebbe stata anche rilevata un'altra pratica scorretta, ovvero quello di chiamare utenti iscritti al Registro delle Opposizioni, l'apposito strumento messo a disposizione dei cittadini dalle autorità proprio per contrastare le chiamate indesiderate ai fini promozionali. Quello delle offerte telefoniche è un settore che, nel corso degli anni, si è espanso sempre di più, ma molti cittadini sono stufi di ricevere chiamate durante le quali gli operatori telefonici propongono loro dei prodotti o servizi.
Duecentomila casi riguarderebbero poi persone chiamate da Tim "fuori lista", ovvero gente che non è presente negli elenchi contattabili dalla stessa società di telecomunicazioni. Il Garante ha registrato violazioni anche per quanto concerne il mancato aggiornamento delle black list, in cui appunto sono contenuti tutti quei nominativi che hanno mostrato disinteresse per l'acquisto dei servizi offerti durante le chiamate. L'indagine in questione è partita nel 2017 fino ai primi mesi dello scorso anno: un arco temporale in cui alle autorità sono arrivate centinaia di segnalazioni. All'inchiesta hanno contribuito il Nucleo Tutela Privacy e la Guardia di Finanza.
Imposte altre 20 misure correttive
Inoltre il Garante ha imposto a Tim altre 20 misure correttive che dovranno essere adottate sin da subito. Da ora in poi la società avrà il divieto di usare i dati dei clienti che non hanno dato il loro consenso ad essere contattati per finalità di marketing. Tim stessa non avrebbe vigilato abbastanza sull'operato di alcuni suoi call-center abilitati alla vendita dei servizi di telefonia. Dai media nazionali risulta che questo è solo il primo capitolo di una lunga serie e il massimo gestore di telefonia nel nostro Paese non sarebbe l'unico ad agire in questa maniera giudicata scorretta. Presto altre società potrebbero subire sanzioni per gli stessi motivi.