Secondo un'analisi condotta da Gordon Lichfield, direttore della prestigiosa rivista americana MIT Technology Review, per sconfiggere il nuovo Coronavirus la popolazione mondiale dovrà cambiare radicalmente le sue abitudini. Il magazine in questione si occupa proprio di mutamenti sociali e personali allargando l'analisi al mondo del business. Lichfield ha infatti dichiarato che molto probabilmente gli individui non hanno ancora preso coscienza del fatto che dopo che la pandemia le cose non torneranno alla normalità dopo qualche settimana o qualche mese.

'Per fermare il coronavirus dovremo cambiare radicalmente quasi tutto quello che facciamo: come lavoriamo, facciamo esercizio fisico, socializziamo, facciamo shopping, gestiamo la nostra salute, educhiamo i nostri figli, ci prendiamo cura dei nostri familiari, alcune cose non torneranno mai più' ha dichiarato il direttore di MIT.

Il distanziamento sociale unica arma per combattere il Covid-19

Considerato che al momento non si hanno cure utili per poter bloccare la pandemia, una simulazione dell'Imperial College di Londra effettuata negli scorsi giorni ha analizzato un'ipotesi molto interessante.

Partendo dalla constatazione che fino a quando il Covid-19 circolerà nel mondo ci sarà sempre qualcuno infetto, l'espediente più utile da mettere in campo, secondo i ricercatori, sarebbe quello di incrementare il distanziamento sociale ogni qual volta che i ricoveri nei reparti di terapia intensiva aumentino per poi rilassarsi quando il numero diminuisce. Se si adottasse questo modello, le scuole dovrebbero essere chiuse almeno per i due terzi del tempo, con attività di due mesi intervallate ciclicamente da una pausa di uno.

Un vaccino potrebbe essere pronto solo fra 18 mesi, sempre se il tutto dovesse funzionare. Non si possono neanche prendere in considerazione soluzioni alternative, come quella di innalzare il numero di posti letto in terapia intensiva, in quanto senza misure di controllo e distanziamento sociale anche la migliore strategia di mitigazione sanitaria finirebbe per provocare un'ondata di malati.

Non è un'interruzione temporanea secondo la ricerca effettuata

In pratica, secondo l'autore della ricerca pubblicata da Technology Review, ci si sta avviando verso un nuovo modo di vivere. Non si sa con precisione che cosa succederà, ma si potrebbe ipotizzare che tutte le strutture in cui si riunisce molta gente, come ad esempio bar, pub, ristoranti e sale cinematografiche per citarne alcuni, potrebbero eliminare alcuni posti per far mantenere una certa distanza tra le persone. Così come ad esempio le riunioni potrebbero svolgersi in sale più grandi. L'augurio di Lichfield è quello che questa profonda crisi costringa finalmente le nazioni, gli Stati Uniti su tutte, a porre rimedio alle palesi ingiustizie sociali che rendono così intensamente vulnerabili ampie fasce della loro popolazione.

Un nuovo ordine mondiale, quindi, a cui dovremmo abituarci, come abbiamo fatto ad esempio per i rigidi controlli aeroportuali dopo gli attentati dell'11 settembre 2001.

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