Aumenta il numero dei contagiati da coronavirus in Abruzzo, ma non si registrano problemi negli ospedali per la gestione dei pazienti Covid 19. Ad oggi, sono stati registrati 1401 pazienti contagiati da Coronavirus; di questi 85 sono i pazienti clinicamente guariti (senza sintomi che non hanno ancora eseguito il doppio tampone di verifica), 10 i malati con due tamponi negativi (considerati guariti) e 115 i pazienti deceduti. L'assessore alla Sanità della Regione Abruzzo, Nicoletta Verì, afferma in una nota: “Non c’è ancora un quadro che possa far presagire un collasso del sistema. Ad oggi nelle quattro Asl risultano disponibili, complessivamente, 276 posti letto tra rianimazione, malattie infettive, pneumologia e medicina”.

Abruzzo: aggiornamento del 31 marzo

Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 56 nuovi casi di pazienti positivi al test per il Coronavirus. Ad oggi, nei tre laboratori di riferimento regionale, sono stati eseguiti oltre 8700 test, la maggior parte con esito negativo. Tredici i pazienti deceduti con coronavirus, confermati dai test effettuati nelle ultime ore; l'età dei pazienti deceduti va dai 65 ai 95 anni.

La situazione su base provinciale

La maggior parte dei pazienti colpiti da Covid-19 (622) è gestita dalla Asl di Pescara; sono 376 quelli gestiti dalla Asl di Teramo, 280 dalla Asl Lanciano-Vasto-Chieti, mentre altri 123 afferiscono alla Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila. I pazienti ricoverati nelle terapie intensive sono 73 (con un incremento rispetto a ieri di 4 unità).

Sono 335 i pazienti ricoverati negli reparti Covid-19 degli ospedali abruzzesi (133 in Provincia Pescara, 88 Provincia Teramo, 75 Provincia di Chieti e 39 gestiti dalla Provincia dell'Aquila). Attualmente sono 783 i casi di malati da coronavirus in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl della Regione Abruzzo.

Abruzzese deceduto a Londra

Luca Di Nicola, 19 enne di Nereto (in Provincia di Teramo), è una vittima del Covid 19. Il decesso è avvenuto lo scorso 24 marzo a Londra, dove Luca lavorava come aiuto chef. Secondo il racconto dei suoi familiari al quotidiano Repubblica, il medico di famiglia gli aveva detto "che era giovane, forte e che non si doveva preoccupare di quella brutta influenza”, ma le sue condizioni sono precipitate improvvisamente con dolori al petto, come raccontato dai famigliari: "Hanno chiamato l'ambulanza, lo hanno rianimato, ma i polmoni erano collassati, pieni di acqua e sangue.

L'hanno intubato è trasferito nel reparto di rianimazione dell'ospedale North Middlesex Hospital di Londra". Dopo poco Luca è spirato. Eseguito dopo la morte, il test da coronavirus ha dato esito positivo, Nereto attende ora il rientro della salma dello sfortunato ragazzo, che non aveva patologie pregresse secondo quanto riferito dai famigliari.

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