Un papa comunicatore, viaggiatore, lungimirante, illuminato, carismatico. Un papa umano. Indubbiamente, uno dei grandi protagonisti del Novecento: Giovanni Paolo II è stato tutto questo e molto di più. A cento anni dalla sua nascita, il mondo lo ricorda, cattolico e non: ad omaggiarlo anche l'attuale Papa Francesco, che gli ha dedicato una messa oggi a Roma.

Primo pontefice non italiano dopo circa 500 anni e primo Papa polacco nella storia della Chiesa, Karol Wojtyla nasce il 18 maggio 1920 nella Polonia meridionale, a Wadowice. Nell'autunno del 1942 entra in seminario e il 1° novembre del 1946 viene ordinato Sacerdote.

Divenuto arcivescovo di Cracovia, il 16 ottobre del 1978 viene eletto successore di Pietro, nel periodo storico tristemente dominato dalla Guerra Fredda. Il suo sarà uno dei pontificati più longevi.

"Se sbaglio mi corrigerete"

Il giorno della sua elezione entra già nella storia con quelle parole che toccano, sin da subito, il cuore della gente: "Se sbaglio mi corrigerete". Da lì è tutto un crescendo. Giovanni Paolo II diventa il Papa della gente, il Papa di tutti. Un papa "in uscita": viaggia in tutto il mondo, cerca il dialogo ecumenico con le altre confessioni, visita il campo di concentramento di Auschwitz, si reca in Terra Santa, mette piede in una Sinagoga, chiede perdono per i peccati della Chiesa.

Diventa inoltre protagonista dello scenario diplomatico internazionale contribuendo al crollo del muro di Berlino.

1981: l'attentato

È il 13 maggio del 1981: Wojtyla è vittima di un terribile attentato. A sparargli, in Piazza San Pietro, è Mehmet Ali Ağca, killer professionista turco, militante nell'organizzazione terroristica dei "Lupi Grigi".

Colpito all'addome, Giovanni Paolo II si accascia. In quella scena c'è tutta la Chiesa, anzi, tutta l'umanità: colpita al cuore, ferita come quel suo testimone "vestito di bianco".

Il pontefice viene immediatamente soccorso e portato in ospedale. L'intervento dura oltre 5 ore. Le pallottole hanno trapassato il suo corpo: miracolosamente, però, non sono riuscite a ledere gli organi vitali.

Il papa sopravvive. Più tardi dirà: "Una mano ha premuto il grilletto, un'altra mano materna ha deviato lo traiettoria del proiettile". Giovanni Paolo Il è certo che sia stata la Madonna a salvarlo: proprio quel proiettile viene incastonato nella corona della Statua della Madonna di Fatima. In occasione del Natale del 1983, Wojtyla incontra, nel carcere di Rebibbia, l'uomo che ha attentato alla sua vita.

La morte di un grande

Giovanni Paolo II muore a 85 anni, il 2 aprile del 2005. Se ne va dopo una lunga agonia, circondato da quel popolo di cui è stato prezioso pastore. Se ne va senza nulla nascondere della sua vecchiaia, della sua sofferenza, della sua malattia. Piazza San Pietro è letteralmente invasa anche dai giovani, dalle sue "sentinelle del mattino".

Il 27 aprile 2014 Giovanni Paolo II viene proclamato santo da Papa Francesco.

I suoi "primi 100 anni" si colorano delle sfumature di un indimenticabile pontificato, fatto di viaggi apostolici, di folle oceaniche, di sorrisi, di abbracci, di quell'urlo contro la mafia, di quell'imperturbabile raccoglimento nella preghiera e durante la Santa Messa. Oggi, come e forse più di ieri, risuonano con forza le sue parole: “Prendete in mano la vostra vita e fatene un capolavoro". Un capolavoro. Come la sua vita.

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