All'alba del 3 giugno sono state arrestate in tutta Italia, con l'accusa di estorsione e di riciclaggio di denaro, nove persone. Vittime dei reati contestati alcuni imprenditori attivi nella capitale: gli accusati sono stati raggiunti da ordinanze di custodia cautelare emesse dalla Squadra mobile di Roma. Tra gli arrestati c'è n'è uno eccellente, l'ex parlamentare Sergio De Gregorio, rimasto famoso nelle cronache politiche del recente passato per esseree passato dall'Italia dei valori a Forza italia, con Silvio Berlusconi, dietro sospetto pagamento di 3 milioni, con la finalità di fare cadere l'allora governo Prodi.
In relazione a questa vicenda, l'ex senatore venne processato fino alla caduta del processo per prescrizione.
L'ex senatore è considerato la mente di un'associazione a delinquere
Secondo le indagini portate avanti della Direzione distrettuale antimafia di Roma, l'ex senatore sarebbe la mente di un'organizzazione che, attraverso la creazione di società di comodo, avrebbe nascosto illegalmente ingenti quantità di denaro. L'ex senatore campano è stato considerato dai magistrati il perno principale di tutta l'operazione. Tra gli arrestati, oltre all'ex politico, anche due ex militari della Marina militare italiana - i pugliesi Antonio e Vito Frascella - la campana Giuseppina De iudicibus e la commercialista di Rovereto Michela Morelli, la quale in passato è stata accusata dei reati di bancarotta fraudolenta, truffa e reati tributari.
E' invece finito agli arresti domiciliari il barese Vito Meliota, mentre per un'altra donna, sempre residente nel capoluogo pugliese, Michelina Vitucci, è stato predisposto l'obbligo giornaliero di presentarsi in questura per la firma. Irreperibili, invece, il romano Corrado Di Stefano, così come quello che viene sospettato di essere il braccio destro di De Gregorio, Pietro Schiena. Gli investigatori, inoltre, hanno sequestrato le quote societarie di sei aziende per un valore complessivo di 480 mila euro.
La vicenda iniziata con una denuncia del titolare di un bar in via Chiana a Roma
Tutto è cominciato quando il titolare di un bar, sito in via Chiana a Roma, si è recato in questura per denunciare una richiesta indebita di denaro di ben 80 mila euro.
Dopo la verbalizzazione della querela, sono partite immediatamente le indagini con tanto di intercettazioni ambientali per raccogliere quanto più prove possibili a carico degli indagati.
E' stato così possibile ricostruire, con assoluta precisione, la dinamica dell'estorsione. Una richiesta fatta con ordine, tanto che il sodalizio criminale nell'occasione ha minacciato, attraverso l'intervento delle forze dell'ordine, di far apporre i sigilli di chiusura al locale se non avesse ottemperato alle "gentili richieste" di pagamento. L'altro filone dell'indagine ha riguardato sempre un altro bar della capitale, sito in via Flavia, considerato un punto strategico.
Il caso di illecito associato al bar di via Flavia ruota intorno alla cessione del locale con una clausola capestro per l'acquirente cui hanno fatto seguito una serie di minacce che hanno costretto la vittima a ritirarsi.
"Mi hanno minacciato - ha dichiarato l'acquirente - mi hanno aspettato sotto casa, così ho deciso di mollare tutto e andare via".
I proventi delle estorsioni sono stati investiti nelle società Apron, Italia Global Service, Pianeta Italia, Ittica Italiana e Italia Comunicazione. All'atto di firmare il mandato di arresto, su richiesta del procuratore capo Michele Prestipino e dei pm aggiunti Ilaria Calò e Francesco Minisci, il giudice Antonella Minunni ha scritto che De Gregorio è il "punto di riferimento indiscusso, lo stratega del gruppo, sempre pronto a sistemare le cose". Alla notizia dell'arresto dell'ex parlamentare campano nonché giornalista, il presidente dell'Ordine dei giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli, ha proposto la sospensione del suo tesserino, richiesta che sarà sicuramente accolta nel prossimo consiglio dell'Ordine.