Nella mattinata di oggi, giovedì 4 giugno 2020, gli agenti della squadra mobile di Napoli hanno arrestato cinque persone gravemente indiziate di diversi reati. Le forze dell'ordine hanno dato esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare (in carcere ovvero agli arresti domiciliari), firmata dal gip (giudice per le indagini preliminari) della procura della repubblica presso il tribunale di Napoli, su richiesta della Dda (Direzione distrettuale antimafia) partenopea. È stata, dunque, smantellata una vasta piazza di spaccio del napoletano, nonché scongiurato un episodio incendiario ad un ristorante che il sodalizio criminale aveva intenzione di colpire.

I reati e capi di imputazione

Numerosi sono i capi di imputazione attribuiti ai cinque individui arrestati: si va dal porto abusivo di armi da fuoco all'estorsione aggravata, dall'utilizzo del metodo mafioso fino alla partecipazione ad associazioni e sodalizi criminali finalizzati alla detenzione, al traffico e allo spaccio di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti. Le indagini, coordinate dalla procura della repubblica napoletana, si sono avvalse delle testimonianze e delle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia che hanno documentato l'esistenza di un gruppo malavitoso attivo nei comuni del nolano e del vesuviano, in particolare a Nola e a Saviano (città metropolitana di Napoli). Nel corso delle indagini sulle piazze di spaccio di droga ed eroina sono anche emersi alcuni casi di episodi di richieste di estorsione ai danni di ditte ed imprese edili che avevano ottenuto appalti pubblici presso il comune di Saviano.

In particolare, le opere pubbliche interessate riguardavano i lavori di rifacimento e riqualificazione dell'impianto fognario, il rimodernamento del manto stradale e il servizio di gestione e raccolta dei rifiuti solidi urbani.

I nomi delle persone arrestate

Nel corso delle numerose perquisizioni, personali e domiciliari, gli agenti di pubblica sicurezza della polizia di stato di Napoli hanno anche rinvenuto e posto sotto sequestro molte armi da fuoco, in possesso delle persone indagate ed arrestate.

Il repentino intervento delle forze dell'ordine ha consentito anche di scongiurare un attentato incendiario contro un imprenditore operante nel campo ristorativo. A finire in manette sono stati Domenico Nappi (nato il 17 maggio 1984 a San Gennaro Vesuviano), Giuseppe Liberti (nato a Nola l'8 settembre 1982), Carmine Giugliano (nato il 3 marzo 1959 a Nola), Giovanni D'Avino (nato a Somma Vesuviana il 29 ottobre 1958) ed Eugenio D'Atri (nato a Napoli il 28 novembre del 1983).

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