Il poco cibo di pessima qualità distribuito in carcere avrebbe aggravato il suo stato di salute già compromesso: con queste motivazioni, Cesare Battisti, ex terrorista rosso, oggi 66enne, ha fatto ricorso al Tribunale di sorveglianza di Cagliari. Chiede analisi mediche e la possibilità di una dieta differente.

Battisti è stato catturato nel 2019 in Bolivia dopo un'operazione di una squadra dell'Interpol, quindi trasferito nel reparto di massima sicurezza del carcere di Oristano. Sconta due ergastoli per quattro omicidi. Alla notizia della sua protesta per il vitto carcerario, oltre alla reazione del figlio di una vittima del terrorista, c'è stata quella della politica: le proteste indignate degli esponenti dell'opposizione, Matteo Salvini e Giorgia Meloni.

Battisti, ricorso al Tribunale di sorveglianza

L'ex esponente dei Proletari armati per il comunismo, tramite il suo avvocato, Gianfranco Sollai, ha presentato un reclamo al Tribunale di sorveglianza di Cagliari che lo scorso venerdì lo ha ascoltato per circa mezz'ora. A Battisti, nel carcere oristanese di Massama, verrebbe fornito cibo in quantità assai modeste oltreché scadente. Troppi fritti e grassi aggraverebbero le sue patologie: epatite e prostatite. Sollai ha evidenziato che la qualità di ciò che si mangia influenza la salute, diritto di ogni cittadino costituzionalmente garantito.

Il problema del cibo somministrato non sarebbe solo del suo assistito, ma anche di altri detenuti: "Battisti non è il figlio della gallina bianca".

Nel caso specifico, però, a fare la differenza c'è il fatto che Battisti si trova in regime d'isolamento e può mangiare solo alimenti distribuiti dall’amministrazione, a differenza di altri detenuti che possono acquistarli e cucinarli. Sollai ha anche sottolineato che il regime di isolamento forzato, di alto sorvegliato di tipo due, è scaduto formalmente il 14 luglio di un anno fa.

La Procura generale si è opposta alla richiesta. Il Tribunale, invece, si pronuncerà entro una decina di giorni. A metà maggio era stata respinta una richiesta di Battisti di poter beneficiare degli arresti domiciliari come misura anti-Covid. Se questa istanza venisse accolta, Battisti dovrebbe avere una dieta differente e una diversa sistemazione carceraria.

Ma ci sono problemi strutturali, come evidenziato dall’avvocato Paolo Mocci, garante provinciale dei detenuti: carceri per sorvegliati di tipo due non sono in grado di assicurare adeguata assistenza sanitaria per certe patologie.

Battisti, la reazione del figlio di una vittima

Nato a Cisterna di Latina, Battisti è evaso dal carcere di Frosinone, ha trascorso circa 40 anni da latitante in Francia, Messico, Brasile, ha beneficiato dello stato di rifugiato politico, ricreandosi un'identità come scrittore di romanzi di genere noir. Dopo essere stato arrestato in Bolivia per la prima volta nel marzo 2019, ha ammesso la responsabilità di tutti i reati, omicidi e rapine, per cui è stato condannato, e ha chiesto scusa ai familiari delle vittime.

È stato condannato per gli omicidi del maresciallo Antonio Santoro nel 1978, dell’agente della Digos Andrea Campagna, ancora nel 1978, del gioielliere Pierluigi Torregiani e del commerciante Lino Sabbadin che militava nel Msi, uccisi nel 1979.

Alberto Torregiani, figlio adottivo del gioielliere Pierluigi, in un lungo post su Facebook ha ricordato l'attentato in cui perse la vita suo padre e che a lui, allora 15enne, costò la perdita dell'uso delle gambe. Ha scritto che dopo i crimini di cui si è macchiato, Battisti dovrebbe rispondere con il silenzio, il rammarico, il pentimento, la riflessione consapevole.

All'agenzia Adnkronos, ha poi precisato di essere garantista e a favore della tutela dei diritti di tutti, ma che ora si starebbe esagerando: "Se un detenuto comune si lamenta, nessuno lo ascolta.

Se è lui a farlo, fa subito notizia", ha protestato.

Battisti, dura reazione di Salvini e Meloni

'Taci e digiuna, vigliacco': Matteo Salvini era ministro dell'Interno nel primo governo Conte quando Battisti fu riportato in Italia. Da esponente dell'opposizione, ha ripreso sulla sua pagina Facebook la frase dell'ex terrorista, per definirlo "assassino comunista" e invitarlo al silenzio.

Altrettanto forte, la reazione della leader di Fratelli d'Italia. Via Twitter, Giorgia Meloni auspica che "nessuno perda tempo ad assecondare le sue ridicole lamentele". Meloni ha scritto che Battisti, da latitante, sarebbe stato abituato a pasteggiare a caviale, ma che ora gli spetta la dura vita di chi sconta i propri crimini in carcere.