Il governo del Libano ha dichiarato lo stato di emergenza per almeno due settimane a Beirut, la capitale del Paese. Nel pomeriggio del 4 agosto, infatti, un deposito sequestrato contenente 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio è esploso. La deflagrazione ha distrutto interi quartieri della città e la zona del porto, dove si trovava la struttura: il boato è stato udito a 200 chilometri di distanza, fino sull'isola di Cipro. Nelle scorse ore la Croce Rossa ha dichiarato che ci sarebbero almeno 100 morti e 4.000 feriti, ma le cifre sono ancora provvisorie e il numero dei deceduti e dei dispersi potrebbe aumentare con il passare delle ore.

Città sovrastata da una nube tossica

Secondo quanto riferisce La Repubblica, ora la città è sovrastata da una nube tossica. Lo ha fatto sapere ai media internazionali il Ministro dell'Interno del Libano, Mohamed Fehmi. "Sembra quello che è successo a Hiroshima e Nagasaki" - questo è stato il commento rilasciato dal governatore Marwan Abboud. Subito dopo l'esplosione gli ospedali della capitale sono andati in crisi, con tantissime gente che richiedeva cure a causa delle ferite riportate. Come si vede dalle immagini diffuse dai giornali libanesi, interi edifici sono stati sventrati. Nel frattempo il Premier Hassan Diab ha riferito che i responsabili di "questa catastrofe saranno chiamati a rispondere".

Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato pieno sostegno al Libano dopo quanto accaduto. Lo stesso Trump, nei momenti immediatamente successivi alla tragedia, ha riferito che per lui quella che è esplosa a Beirut è stata una bomba, affermando che le esplosioni farebbero pensare ad un attentato. Questa tesi è stata già ampiamente smentita dal governo libanese.

Anche Israele ha sottolineato l'estraneità ai fatti.

Ferito anche un militare italiano che non è grave

Sulla vicenda sono intervenute anche le autorità italiane, in particolare il Premier Giuseppe Conte, che ha mostrato tutta la sua vicinanza al Libano e alla gente residente nella capitale, informando che l'Italia è pronta a sostenere il Paese.

Conte informa poi la popolazione italiana che la Farnesina sta monitorando costantemente la situazione dei nostri connazionali che si trovano a Beirut. Durante la deflagrazione sarebbe stato ferito anche un militare italiano di istanza in Libano: si tratta di un caporal maggiore dell'esercito in forze al battaglione Gestione Transiti. L'uomo non è in gravi condizioni. Quanto avvenuto in Libano nella giornata di ieri non è il primo episodio del genere che si verifica nella capitale. Sempre a Beirut, 15 anni addietro, una bomba esplose uccidendo Rafiq Hariri: la sua morte pose fine all'occupazione siriana del Libano.