Buddy si è spento dopo tre mesi di agonia. Al pastore tedesco era stato diagnosticato il Coronavirus, primo caso al mondo per un cane, dopo che aveva iniziato a manifestare difficoltà respiratorie. Aveva sette anni e viveva a Staten Island a New York. La ferale notizia della morte di Buddy è stata annunciata dal National Geographic che ha raccontato la storia dell'amico a quattro zampe attraverso il ricordo della coppia che in questi anni l'ha trattato come un figlio e che fatica a credere che non ritroveranno l'amato animale al rientro a casa a fargli le coccole.

"Buddy è stato l’amore della nostra vita", hanno sottolineato, riferendo di aver scoperto, prima di sottoporlo all'eutanasia, che il cane era anche malato di cancro.

A tal riguardo Robert Mahoney e sua moglie Allison hanno riferito che nessun funzionario sanitario di New York City si è interessato al caso dopo che era emersa la positività al virus.

'Buddy è stato l'amore della nostra vita'

Tre mesi fa Buddy era assurto agli onori della cronaca per essere il primo cane positivo al Sars-CoV-2. Lo scorso aprile i proprietari, residenti a New York, avevano deciso di farlo visitare in quanto aveva iniziato ad accusare problemi respiratori ed aveva perso peso.

Per sei settimane aveva seguito una terapia antibiotica senza dare, però, alcun segnale di miglioramento. Da qui la decisione di fare il tampone dal quale è emersa la positività del pastore tedesco al coronavirus.

Con il trascorrere dei giorni lo stato di salute di Buddy è progressivamente peggiorato. Dai successivi esami del sangue e da alcune radiografie è emerso che l'amico a quattro zampe era malato di cancro.

L'odissea del pastore tedesco: la positività al coronavirus prima di scoprire il cancro

L'11 luglio Robert Mahoney e la moglie hanno deciso di porre fine alle sofferenze di Buddy facendolo sottoporre all'eutanasia come riferito da National Geographic che ha ricostruito la triste vicenda del pastore tedesco.

"Non è chiaro se il virus lo abbia indebolito e fatto ammalare o se, viceversa, il coronavirus abbia aggravato uno stato di salute già precario per la presenza di altre patologie", viene evidenziato dalla rivista scientifica. Sulla questione i proprietari di Buddy non hanno avuto risposte precise in merito e, per tale motivo, hanno espresso il loro rammarico per il modo con il quale i funzionari sanitari veterinari di New York hanno affrontato il caso.

Dall'altra parte, il Dipartimento della salute di New York ha precisato che il cane era risultato positivo il 15 maggio e che cinque giorni dopo era stata riscontrata la sua negatività al secondo tampone. "Ulteriori prelievi non sono stati effettuati in quanto il cane era anemico".

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