Un bambino di soli venti mesi è annegato in una piscina di un'abitazione privata a Palagiano, cittadina di 16 mila abitanti in provincia di Taranto, in Puglia. Il fatto è avvenuto nel pomeriggio di ieri, sabato 15 agosto. Il bambino si trovava insieme ai suoi genitori in una casa di campagna per festeggiare il Ferragosto insieme a degli amici. Secondo la prima ricostruzione delle forze dell'ordine, che stanno indagando sulla vicenda, sembra che i genitori fossero intenti a pranzare quando il bimbo è fuggito per pochi istanti dal loro controllo.

Nonostante i tentativi di rianimazione per il bimbo non c'è stato nulla da fare

Sempre secondo quanto ricostruito fino a questo momento dagli inquirenti, dopo essersi allontanato dei genitori, il bambino avrebbe raggiunto la piccola scaletta di una piscina, alta poco meno di un metro. Dopo averla scavalcata, il piccolo sarebbe appunto caduto nella piscina nella quale poi è annegato. I genitori hanno lanciato immediatamente l'allarme agli operatori del 118 e hanno tentato di eseguire le prime manovre rianimatorie sul figlio. Anche i sanitari, giunti sul luogo pochi minuti dopo essere stati allertati, hanno tentato di rianimare il piccolo, ma per lui non c'è stato nulla da fare. Il bimbo, infatti, è morto prima dell'arrivo in ospedale.

Oltre che gli operatori del 118, sul luogo dell'incidente sono intervenuti anche i carabinieri di Palagiano e della Compagnia di Massafra, cittadina di 32 mila abitanti dalla quale la famiglia è originaria. Sulla vicenda, ora, stanno indagando i carabinieri con l'obiettivo di accertare con esattezza la dinamica di quanto è avvenuto.

I funerali si terranno oggi, domenica 16 agosto

Le esequie di Michele (questo il nome del bambino) si terranno alle ore 17 di oggi, domenica 16 agosto presso la chiesa di San Leopoldo di Massafra. Dopo l'ispezione cadaverica, infatti, il corpo del piccolo è stato restituito alla famiglia in modo da poter eseguire il funerale.

I genitori colpiti dalla tragedia sono una coppia di professionisti molto conosciuti nel paese: il padre è infatti un agronomo mentre la mamma lavora come commercialista.

Agli inquirenti, ora, spetterà ora il compito di indagare per verificare la presenza o meno di eventuali responsabilità per gli adulti presenti durante il fatto. In particolare, le forze dell'ordine dovranno accertare se ai genitori del bambino possano essere ascritti dei reati per l'omesso controllo nei pochi istanti in cui il bambino è riuscito ad allontanarsi e ad arrampicarsi sulla piccola scaletta dalla quale poi è arrivata la caduta fatale nell'acqua.