Ragazzine che, per noia e curiosità, si ritrovano in un giro di droga e prostituzione più grande di loro. Sembra la trama dell'ultima stagione di Baby, serie tv Netflix, ma in realtà è, in estrema sintesi, quanto accaduto negli scorsi mesi a Bologna. Grazie alla denuncia della madre di una 17enne, gli inquirenti della Procura felsinea, hanno svelato un presunto giro di festini a base di cocaina a cui prendevano parte anche minorenni. Tutto si sarebbe svolto in una villa fuori città. Otto le persone indagate. Tra di loro, Luca Cavazza, agente immobiliare candidato con Lucia Borgonzoni (Lega) alle ultime elezioni regionali.

Otto indagati

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, coordinati dal sostituto procuratore Stefano Dambruoso, negli scorsi mesi, a "Villa Inferno", abitazione tra Pianoro e Rastignano di proprietà dell'imprenditore edile Davide Bacci, sarebbero stati organizzati festini a base di sesso (anche con ragazze minorenni) e droga. A parteciparvi, stimati professionisti della "Bologna bene".

Otto le persone indagate e accusate, a vario titolo, dei reati di produzione di pornografia minorile, prostituzione minorile e spaccio. Tra di loro, spicca il nome di Luca Cavazza. Noto negli ambienti ultras della Virtus pallacanestro, il 27enne, nel 2016 corse per Forza Italia e fece parlare di sé per la sua visita alla tomba di Mussolini, a Predappio.

Alle ultime elezioni regionali si è ricandidato con la Lega, ma Andrea Ostellari, senatore e coordinatore del Carroccio in Emilia-Romagna, nel pomeriggio di oggi, ha preso le distanze dichiarando che in realtà non risulta iscritto al partito di via Bellerio.

Il Gip Letizio Magliaro, nelle scorse ore, ha disposto, per sette degli indagati, delle misure cautelari.

L'imprenditore Davide Bacci, 49 anni, è stato tradotto in carcere (in quanto i reati si sarebbero consumati proprio in casa sua), mentre il leghista Luca Cavazza e il 47enne Fabrizio Cresi, entrambi incensurati, sono ai domiciliari con il divieto di comunicare con persone diverse dai familiari conviventi.

Gli altri quattro indagati, invece, sono stati sottoposti all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

La denuncia di una madre

Le indagini dei carabinieri sono iniziate lo scorso febbraio, in seguito alla denuncia presentata da una mamma preoccupata per il comportamento della figlia 17enne. In più di un'occasione, la ragazzina, si era allontanata per giorni ed era rientrata a casa ancora sotto l'effetto di sostanze stupefacenti.

I militari, acquisendo testimonianze, filmati e intercettazioni, giorno dopo giorno, sono riusciti a ricostruire l'impianto accusatorio, identificando i protagonisti e definendo i loro ruoli e le loro responsabilità. Secondo quanto riportato dalle pagine di cronaca nera della stampa locale, la ragazzina, nell'ottobre 2019, sarebbe stata avvicinata da Luca Cavazza.

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Il 27enne, promettendole una "fattanza" (consumo collettivo di coca) l'avrebbe convinta a frequentare "Villa Inferno". Qui, in cambio di droga o contanti, la 17enne, si sarebbe prostituita.

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