Sono risultate positive più di 3.000 persone dopo la fuga di alcuni batteri di brucellosi da un laboratorio biofarmaceutico che produceva vaccini per animali di Lanzhou, la capitale della provincia di Gansu, nel nord-est della Cina, nel 2019. La notizia è emersa nelle scorse ore e, secondo quanto riferisce il sito Fanpage.it, sono esattamente 3.245 i soggetti risultati positivi ai test per la brucellosi.

Il caso è venuto fuori a seguito della pubblicazione di un rapporto da parte delle autorità sanitarie di Lanzhou: i risultati emergono rispetto a un totale di 21.847 test. Va sottolineato, però, che non è stato segnalato alcun decesso in merito alla malattia.

3.245 positivi ai test per la brucellosi: l'episodio in Cina

Si tratta di un batterio che non è in genere contagioso tra le persone, ma che può portare a sintomi come stati febbrili acuti, dolori a livello articolare e mal di testa. La brucellosi, però, può avanzare portando il soggetto ad uno stadio cronico caratterizzato da debolezza, eccessiva sudorazione e malessere diffuso. I pericoli per l'essere umano, dunque, non sarebbero gravi e c'è da dire che non si è ancora verificata la trasmissione del batterio da parte di un uomo ad un altro uomo.

Cina: a dicembre 2019 i primi 200 positivi all'interno di un Istituto di ricerca veterinaria

Come già detto, l'episodio è avvenuto a Lanzhou, in un laboratorio che aveva cominciato ad usare un disinfettante obsoleto e scaduto nei mesi di luglio e agosto del 2019.

Il suo utilizzo è avvenuto di pari passo con la produzione di vaccini anti-brucellosi per gli animali. I gas utilizzati, però, erano stati contaminati e il tutto si era diffuso nelle vicinanze di un Istituto di ricerca veterinaria, presso il quale si erano registrati i primi 200 positivi al batterio nel mese di dicembre.

A seguito dell'accaduto, gli addetti ai lavori si sono subito messi a lavoro per effettuare più test possibili. Il laboratorio in cui è accaduto tutto ha immediatamente chiesto scusa, ma nonostante ciò gli è stata ritirata la licenza per la produzione di questi vaccini. A partire dal mese di ottobre 2020, coloro i quali sono risultati positivi, però, riceveranno un riconoscimento finanziario.

La brucellosi: di cosa si tratta

Si tratta di una zoonosi provocata da batteri facenti parte del genere Brucella e va a colpire in particolare le mucche, le pecore, i maiali e anche i cervi. Può capitare che questo batterio contagi l'uomo e le conseguenze possono essere la febbre, mal di testa e dolori fisici, la debolezza, ma anche infezioni più pericolosi al sistema nervoso. Le percentuali di mortalità però appaiono molto basse e il passaggio del virus tra uomini è piuttosto raro.

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