È ancora sotto shock Ciro, il ragazzo trans di 22 anni che è stato aggredito nella notte tra venerdì e sabato, mentre viaggiava sullo scooter insieme alla sua compagna Maria Paola. A inseguirli e speronarli è stato il fratello di quest’ultima, che non accettava la loro storia d'amore: dopo averli fatti cadere non si è preoccupato della sorella, che ha perso la vita nell'incidente, ma ciò che gli interessava era aver fatto male a Ciro, ai suoi occhi colpevole di aver plagiato la ragazza e averla spinta a vivere quel rapporto da tempo al centro delle dicerie nel loro quartiere, la Corte Verde di Caivano, nell’hinterland di Napoli.

Ciro, che è ancora ricoverato in pronto soccorso, ha difficoltà a raccontare quei momenti drammatici, mentre in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera ha voluto rendere pubblica la storia della sua relazione con Maria Paola.

Tre anni fa il primo incontro tra Ciro e Maria Paola nella Villa di Caivano

“Maria Paola non è stata la mia prima ragazza in assoluto – ha spiegato Ciro – però è stata sicuramente la prima di cui mi sia realmente innamorato”. I due si sono incontrati tre anni fa nella Villa di Caivano. Da quel momento è iniziata la relazione, giudicata da alcuni “scandalosa”, tra la giovane e quel 22enne (all'epoca 19enne), che pur essendo biologicamente donna, si identificava come uomo.

Solamente il mese scorso era arrivata la decisione di andare a vivere insieme in un’abitazione, non a Caivano, ma ad Acerra, per sfuggire alla famiglia di Maria Paola, che sin dall’inizio aveva ostacolato il loro rapporto. In particolare i parenti della giovane erano contrari al fatto che “due femmine stessero insieme”, non volendo riconoscere il processo di transizione di Ciro, che ha capito di sentirsi un ragazzo sin da quando aveva 15 anni.

“Anche Maria Paola mi ha sempre amato come uomo” ha spiegato il giovane, ancora convalescente per le ferite riportate nell’incidente e nel successivo pestaggio da parte del fratello della sua fidanzata, che adesso è in galera.

La madre di Ciro ha sempre supportato le sue scelte

Per fortuna anche in questi momenti difficili accanto a Ciro c’è la madre Rosa, che gli è stata sempre vicina: ha un unico figlio e l’ha cresciuto da sola, lavorando come ambulante al Parco Verde.

“I nostri ragazzi devono essere accolti per quello che sono” ha spiegato la donna, che ha voluto ricordare anche le difficoltà all’inizio quando non riusciva ad accettare la situazione. Tuttavia è rimasta sempre con lui: “A un certo punto ho capito, fosse stato malato sarebbe stata una vera tragedia – ha aggiunto – ma non questo, lui è così e basta, e io sto dalla sua parte”. La madre di Ciro ha descritto anche le minacce subite dai familiari di Maria Paola: una volta in cinque – tra cui il padre e il fratello della ragazza – si sono recati nell’abitazione della donna, intimandole di obbligare il figlio a troncare la relazione, altrimenti avrebbero bruciato la sua bancarella. Tuttavia in quell’occasione si era deciso di non sporgere denuncia per l’accaduto.

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Il desiderio di Ciro: rivedere Maria Paola per l’ultima volta

Anche Ciro ha ripetutamente subito minacce e insulti pesantissimi. I parenti di Maria Paola dicevano in giro che Ciro aveva “infettato” la ragazza. Ma la sua unica colpa era quella di amarla ed essere ricambiato. Ora il giovane è distrutto, non riesce a pensare a un futuro da solo: “Maria Paola era la donna della mia vita – ha ripetuto più volte – vorrei essere morto io e non lei”. Adesso Ciro vorrebbe rivedere la sua amata, per darle un ultimo saluto, in attesa che la giustizia faccia il suo corso: secondo il giovane, chi ha voluto impedire con la forza quella relazione dovrà pagare per le sue colpe.

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