15.199 è il numero dei contagi rilevati dal Ministero della Salute per il 21 ottobre. Un numero che fa segnare un deciso rialzo rispetto al giorno precedente e che potrebbe innalzare il livello d'allarme da parte del governo e dei governatori. Già alcune realtà hanno iniziato a varare misure restrittive finalizzate a ostacolare la propagazione del Sars-Cov2. La Lombardia, ad esempio, ha scelto il coprifuoco dalle 23, ma altri territori sembrano destinati ad adottare strategie analoghe. L'obiettivo resta quello di mettere un freno alla veloce diffusione dal virus, scongiurando l'ipotesi che le strutture sanitarie possano andare in affanno in quanto a ricettività per posti letto e terapie intensive.

Bollettino con contagi in salita, terapie intensive e ricoveri anche

Dal bollettino del 21 ottobre emergono, tuttavia, numeri che possono conferire un po' più di ottimismo per il futuro. A partire dai tamponi, sono stati ben 177mila. Risulta chiaro che più controlli si fanno, più si rintracceranno i positivi. La preoccupazione maggiore, però, riguarda la situazione degli ospedali. I numeri dell'ultima rilevazione parlano di 603 ricoveri per una degenza riferita al Covid e 56 nuove persone che hanno trovato posto in un letto di terapia intensiva.

Secondo gli esperti proprio i dati ospedalieri restano quelli che fotografano meglio degli altri la realtà.

Coronavirus: avanzano le misure prudenziali, centri commerciali nel mirino

La Lombardia, come detto, ha imposto il coprifuoco nel giorno in cui fa segnare oltre 4000 contagi. Esattamente il doppio rispetto a ventiquattro ore prima quando erano stati 2023. Presto potrebbero essere adottate misure ancor più stringenti.

Si confermano le previsioni che annunciavano una serie di restrizioni finalizzate ad essere graduali a seconda della gravità della situazione, in maniera tale da evitare un lockdown generale. Sotto l'occhio degli amministratori locali sono finiti realtà come i centri commerciali. L'idea che durante il weekend potessero diventare luogo di assembramenti ha evidentemente spinto il governatore del Piemonte Alberto Cirio a chiuderli.

Per il fine settimana resteranno perciò aperti unicamente gli alimentari e le farmacie.

La stessa Lombardia ha predisposto la chiusura, all'interno dei centri commerciali, di tutti quegli esercizi che si occupano di vendita di generi alimentari, prodotti e alimenti per animali, domestici, igiene personale della casa e piante. Oltre naturalmente a farmacie, parafarmacie, tabacchi e rivendite di monopoli.

Si tratta ovviamente di misure prudenziali tese a invertire il trend di una curva dei contagi che per il momento mantiene la sua linea di crescita costante. L'obiettivo è ovviamente provare ad invertire la tendenza e scongiurare una crescita esponenziale temutissima degli esperti.

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