Da Firenze arriva un brutto episodio di bullismo. Un ragazzo disabile iscritto alla prima classe dell'istituto professionale Buontalenti è stato infatti preso di mira ed insultato dai suoi compagni di classe solo perché è risultato positivo alla Covid-19. A denunciare l'accaduto nelle scorse ore la preside Maria Francesca Cellai. Intanto, anche oggi, venerdì 23 ottobre, il coronavirus continua ad essere protagonista delle pagine di cronaca nera. In Toscana, come riportato dal bollettino quotidiano del ministero della Salute, si sono registrati 1.290 nuovi positivi, 432 solo a Firenze e provincia.
'È tutta colpa tua se siamo in quarantena'
Secondo quanto ricostruito, lo studente, nelle scorse settimane, si è sottoposto al tampone per la Covid-19 ed è risultato positivo. Come da protocollo, per i contatti stretti dello studente è scattato l'isolamento, di conseguenza, anche i suoi compagni si sono ritrovati in quarantena obbligati alla didattica a distanza.
I ragazzi, ma anche le ragazze, della sua classe, invece di dimostrare un po di vicinanza ed empatia, hanno trasformato il giovane nel loro capro espiatorio incolpandolo dello stop alle lezioni e bersagliandolo con messaggi ed audio carichi di insulti, offese e cattiverie gratuite. “È tutta colpa tua se siamo in quarantena", lo hanno aggredito, "Non capisci nulla!
- hanno rincarato la dose - Prendi il coronavirus e lo dici così?" " Ma sei stupido? Hai i coriandoli al posto del cervello? - hanno continuato - Potresti averci infettato tutti!". Stando a quanto riportato da Repubblica, su 27 studenti, in pochissimi sono rimasti in silenzio, mentre solamente tre hanno preso le difese del 14enne.
'Vero e proprio episodio di bullismo'
La triste vicenda, però, è presto divenuta di dominio pubblico e anche la preside dell'istituto Buontalenti, la professoressa Maria Francesca Cellai, ne è stata informata. Raggiunta da un cronista di Repubblica, ha definito quanto accaduto un vero e proprio atto di bullismo. "Gesti come questo - ha continuato - non possono essere sminuiti e non devono essere considerati delle semplici ragazzate".
"Si tratta di reati - ha aggiunto auspicando un pronto intervento dell'istituto - Sono sconvolta e dispiaciuta".
"Non riesco neppure ad immaginare cosa può aver provato il ragazzo - ha dichiarato la preside - S'è sentito in colpa, mortificato ed annientato dalle cattiverie dei suoi compagni. Fortunatamente, però, ha avuto il coraggio e la forza di confidarsi con la sorella, la quale a sua volta ha riferito tutto ai genitori". "È stata la mamma a chiamarmi, con il cuore in mano - ha ricordato - e io mi son vergognata per gli altri miei studenti".
La dirigente Celali ha già indetto un consiglio di classe straordinario e si sta muovendo su più fronti. Ammettendo di essere rimasta colpita dalla reazione del 14enne - che si è dimostrato, nonostante tutto, di un'educazione unica - ha provato a far capire ai compagni di classe che sarebbe potuto capitare anche a loro di risultare positivi al Covid-19.
Gli alunni che hanno difeso il giovane disabile verranno premiati, mentre gli altri, per un po, non potranno prendere parte alle esercitazioni di cucina ."Sospenderli - ha spiegato - non ci è sembrato il provvedimento più educativo".
Anche le famiglie sono state avvisate: la preside ha esortato i genitori a non sottovalutare l'accaduto e a controllare gli smartphone dei figli. Ma non solo. D'accordo con il corpo insegnante, infatti, chiederà agli psicologi della scuola di parlare con gli studenti in modo da aiutarli ad elaborare le loro paure relative al coronavirus.