"Hanno ucciso mia moglie", queste le parole di Daniele Mondello, marito di Viviana Parisi, riportate da Gianluigi Nuzzi nel corso della puntata di Quarto Grado andata in onda lo scorso 9 ottobre su Rete 4. Daniele, di professione dj, ha perso anche il figlioletto di quattro anni assieme alla moglie. Sono passati 69 giorni e ci sono ancora molti enigmi da risolvere riguardo il caso di Viviana, scomparsa nei boschi di Caronia il 3 agosto scorso e ritrovata senza vita alcuni giorni dopo. Gianluigi Nuzzi ha dichiarato di essere sconvolto nell'ascoltare le dichiarazioni di Daniele, il quale pensa che qualcuno abbia potuto fare del male alla coniuge.

Il conduttore di Quarto Grado ha dichiarato: "È un'accusa terrificante, ma ci sono degli elementi o è la disperazione di un marito?".

Viviana Parisi: per Daniele qualcuno le ha fatto del male

Daniele Mondello ne è convinto: qualcuno avrebbe ucciso sua moglie Viviana Parisi. Dopo l'incidente sull'autostrada e il suo vagare per i boschi di Caronia, non si sa esattamente cosa sia successo alla dj 43enne e al figlioletto che portava con sé. C'è questa nuova ipotesi da parte di Daniele Mondello: qualcuno avrebbe ucciso Viviana per liberarsi di un testimone scomodo. Al momento non è dato sapere se tale tesi abbia un fondo di verità. Secondo un'ipotesi da parte della famiglia, il figlioletto di Daniele e Viviana, un bambino amante degli animali, sarebbe stato aggredito e Viviana sarebbe morta nel tentativo di difenderlo.

Il corpo della donna è stato trovato a 563 metri dal guard-rail, mentre il cadavere del bambino a 243 metri dall'autostrada. Non si sa con certezza se gli animali del bosco possano avere avuto un ruolo nella morte dei due.

Tutto ruota attorno a un traliccio

Come ha fatto notare Martina Maltagliati nel suo servizio per Quarto Grado, il mistero della scomparsa (e morte) di Viviana Parisi ruota attorno a un traliccio dell'alta tensione accanto a cui è stato trovato il corpo di Viviana Parisi.

La donna è stata rinvenuta in una posizione che sembra suggerire un volo fatale. Ci si chiede se la vittima possa essersi realmente arrampicata a mani nude e se ci sono impronte che possano testimoniare tale eventualità. Circa 17 giorni fa, tale traliccio è stato esaminato da una squadra della polizia scientifica specializzata nella ricerca delle impronte digitali, tramite un processo chiamato fumigazione, "un'operazione complessa" come ha spiegato Martina Maltagliati.

Il traliccio è stato come imbustato all'interno di un telo in plastica di colore azzurro. Infine, sulla sua superficie, sono state effettivamente isolate due ombre, due tracce. Salvatore Spitaleri, intervistato da Quarto Grado, ha spiegato come esse si trovavano "sui pilastrini o perlomeno sulle travette in ferro orientate a sud-est del traliccio". Queste due tracce, a detta di Spitaleri, facevano pensare a dei polpastrelli. Uno si trovava all'altezza di un metro e trenta centimetri, l'altro a due metri e cinquanta.

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