Caso di cronaca nera in provincia di Reggio Emilia. Una coppia, lui di 43 anni lei di 37, mentre viaggiava in auto, è stata bloccata da quattro persone su due scooter, ieri sera 2 novembre tra Novellara e Correggio.
Una volta scesi dalla macchina, i due sono stati aggrediti da 5 persone in tutto, con calci, pugni e colpi di coltello a ferire le due vittime. Lui è stato lasciato sanguinante a terra, lei invece è stata trascinata prima in un bosco e poi in una casa dove i quattro uomini (gli aggressori erano cinque, quattro uomini e una donna) hanno abusato di lei.
L'aggressione subita dalla coppia marocchina
Un passante, che si è accorto delle grida che provenivano dall'edificio dove si stava consumando il fatto delittuoso, ha allertato i carabinieri che sono subito accorsi per trarre in salvo la coppia. Dopo aver avuto delle precise indicazioni, i militari hanno proceduto all'arresto dei quattro aggressori cui si è aggiunta una donna loro complice.
Vittime e aggressori si conoscevano
Dalle prime indiscrezioni riportate dall'ANSA, pare che vittime ed gli aggressori, tutti originari del nord Africa, si conoscessero. A finire con le manette ai polsi sono stati due immigrati irregolari aventi il loro domicilio a Correggio, un 29enne e un 24enne, un 43enne domiciliato nel comune di Sant'Ilario d'Enza ed un 26enne residente nel comune di Noceto in provincia di Parma.
I militari hanno fermato anche una giovane donna nordafricana di 25 anni residente a Montichiari, in provincia di Brescia, ritenuta complice del gruppo che ha compiuto la brutale aggressione.
Gli arrestati, colti in flagranza, sono chiamati a rispondere dei reati di sequestro di persona, violenza sessuale, violenza privata e lesioni personali aggravate. All'interno dell'appartamento identificato come il luogo dove la donna marocchina ha subito gli abusi, sono stati ritrovati degli abiti sporchi di sangue, dei coltelli e gli oggetti che sono stati utilizzati per infliggere le sevizie alla 37 enne. Le due vittime sono state portate per le cure del caso all'ospedale Maggiore di Parma, dove sono ancora ricoverate in evidente stato di shock ma comunque non in pericolo di vita.
Al vaglio degli inquirenti il motivo del gesto, probabilmente da doversi indagare nel fatto che come accennato vittime e aggressori si conoscevano. All'origine di tutto, data anche la violenza del fatto, potrebbe esserci un regolamento di conti.